Non credo più nei santoni

C’è stato un tempo in cui vivevo senza essere minimamente toccata dal fenomeno dell’orientalismo. Non mi sfiorava l’India e tutti i suoi santoni e meditazioni.

Poi ho incontrato il mio guru personale che mi ha scoperchiato quel mondo sconosciuto. Saniasi, Sai Baba, Krishnamurti, yoga, regressione, mente, psicosintesi, chakra, meridiani, mantra e tutto il resto del corredo.

Ho partecipato a convegni, ho meditato, fatto yoga, pagato per ritornare alle vite precedenti, pagato per sapere della mia salute da una stilla di sangue, ascoltato conferenze, fatto corsi intensivi.

Il mio tuffo nell’oriente non è stato vano: ora cerco di avere la giusta distanza da tutto questo. Specialmente dal fanatismo. Conosco persone che ancora ci credono, ancora si rivolgono a cure magiche, ancora fanno meditazioni davanti a papiri o altarini o piedi vari.

Ieri sera ero alla presentazione di corsi. Yoga, Tai Chi e altro. Ho fatto gli esercizi presentati. Mi piace l’eleganza e la lentezza del Tai Chi Chuan. Lavorando su me stessa, nel tempo, ho imparato a educarmi alla lentezza: io ero veloce e anfetaminica.

Ieri sera l’ultima dimostrazione era relativa al rilassamento mediante la respirazione. Quando il maestro ha spiegato che si trattava di entrare in contatto con le nostre emozioni e, guidati, di regredire nelle vite precedenti ho preferito non fare l’esperienza. Non ci credo. Ho già provato, tempo fa, e non mi è sembrato serio. Sei incontri per cui ho fatto molta strada, perso molto tempo, utilizzato molti soldi per stare distesa su un lettino con una donna che mi soffiava addosso e pretendeva che io vedessi quel che non vedevo. Autosuggestione. Per cui si paga. Non mi interessa più scendere, aprire porte, sapere chi ero.

Io oggi sono quel che sono. Penso che mi iscriverò al corso di Tai Chi. Non so se lì dove ero ieri sera. Dell’orientalismo prendo quel buono che c’è, senza dimenticare che io non sono nata in Oriente. Per questo stamattina ho interrogato Il libro dei mutamenti: I Ching. Per questo apprezzo chi non dimentica che siamo un’unità psicofisica. Per questo mi interessa il principio della sincronicità junghiano.

Ma basta guru regressioni e santoni.

15 Comments

  1. Io apprezzo solo coloro che non dimenticano mai di essere umani, con le proprie debolezze, le proprie fobie e con quel pizzico di volontà in nome del quale ci si mantiene in equilibrio per consentire a chi gli sta accanto di poter contare su di lui senza alcuno scopo missionario, ma solo con l’intento dell’accettazione.

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    1. No, come spiegato non ci sono rimasta tra i guru. Grazie per il complimento dell’acquarello. Non sono io.
      La mia metamorfosi è sempre in evoluzione, con diversi stadi stagnanti. Ma, come scrive la Plath, dalle ceneri io rinvengo…
      Ciao caro
      Grazie

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  2. chissà se esiste una filosofia, un credo, una religione, una disciplina di vita che come prima regola affermi “seguimi, se vuoi, ma non essere mio seguace intransigente, cerca con me la verità, se vuoi, ma non considerarmi l’unica verità, amami, se vuoi, ma non idolatrarmi mai.
    se esistesse forse diverrei suo membro.
    ml

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