Ester

Lui mi chiamava la sua principessa e mi amava. Mi ha coperto le notti e i giorni di baci e carezze. Mi ricamava i capelli nel sonno e intonava lunghe storie cadenzate dalle nuvole. E quanto le nostre mani hanno seguito il vento delle sinfonie: quando avevo la lunga veste a calpestare l’umida erba. Aveva gli occhi verdi e una stilla di miele.

Poi sono arrivate le ore degli sputi e le sue lunghe dita stringevano il mio collo. Balli di botti e botte. Oceani di calci e pugni. Non potevo credere. Non potevo credere.

Noi dormivamo insieme e alcune mattine la mia faccia era blu indaco. Rosso rubino il cuscino.

Ora che il tempo ha voltato la sua greve pagina qualcuno ancora non comprende perché io poco resto nel fragile terreno dell’amore.

4 Comments

    1. Sempre dolce e positiva. Certe esperienze per le donne maltrattate purtroppo rimangono “per sempre” come sottofondo. Di questo ho scritto diverse volte. Magari nella tua esperienza clinica e terapeutica avrai modo di constatare queste ferite che minano profondamente la fiducia.
      Buongiorno
      Eletta ☺

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