
Tu che mi vuoi
docile e disciplinata
tra i dialoghi fittizi
– con l’Ego che si gonfia a cupola:
come ti rifletti in me, piccolo uomo
quando ti aggrappi a una dimensione abnorme
da cui guardarmi sotto:
piccola formica
– riflesso cinereo del tuo pensarti
così onnipotente tra celestiali gioielli.
Ti lascio nell’intonazione dei puntini di sospensione…
su cui saltello
allontanandomi leggera.