Gradini

La mia casa è un po’ la Biblioteca di Babele di Borges; una serie infinita di ascese e discese, di scale e scalette infinite. Dentro e fuori.

Ieri ho fatto per la prima volta in autonomia ( e con i bastoni canadesi ) i gradini del giardino. Sono in pietra.

Salire e scendere non è così semplice per chi sta ri-imparando a camminare. Riuscire a fare pressione con il piede sinistro e fare un piccolo balzo con il destro è un po’ come volare, stare in equilibrio su un filo senza rete.

Un traguardo, una conquista che mi ha regalato fiducia.

Mi sembra così lontano il tempo in cui salire e scendere era così naturale automatico normale.

Il trauma e tutto il percorso di rieducazione ti insegna questo: ad apprezzare la normalità.

Usare le mani, le braccia, le gambe e i piedi. Abilità che abbiamo e che diamo per scontate se non abbiamo subito incidenti.

In questi mesi ho capito – provandolo praticamente – cosa significa superare una barriera architettonica. Le persone che vivono perennemente in carrozzina hanno tutta la mia stima e rispetto. E comprensione.

22 pensieri su “Gradini”

  1. Quando si fanno progressi che danno fiducia in se stessi è quanto mai gratificante. Non è mai scontato che dopo un trauma si possa tornare come prima ma riuscire a fare piccoli passi in avanti come fare i gradini è qualcosa che aumenta la propria autostima.

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  2. Leggerti è come osservare qualcuno che ricostruisce la propria autonomia con la stessa cura con cui si sfoglia un libro amato. I tuoi “gradini” diventano un simbolo: piccoli, concreti, e allo stesso tempo immensi. E’ un bel traguardo Eletta e sacre parole le tue; la normalità della salute in realtà è un dono immenso e lo si riconosce come tale appunto quando per un motivo o per un altro si sta poco bene, soltanto allora ci si rende conto che non è sempre scontato l’essere in piena forma. Buon week e complimenti per tutto l’impegno e i sacrifici che stai facendo per tornare al top 💟

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  3. Eletta cara sono le barriere del corpo sono molto contenta che hai fatto con un piccolo ausilio i tuoi scalini forti . È una conquista, comprendo . Ti ringrazio infinitamente per le tue riflessioni . Infine la mia biblioteca è piccola, forse anche ricca, non lo so. Vai avanti sempre 🩵 🪂

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  4. Bene che stai recuperando, ottima notizia. 💪🏼Sul fatto del comprendere le continue e insensate difficoltà a cui sono soggette le persone costrette in carrozzina, l’ho provato anch’io, quando mi sono rotta le falangi del mignolo del piede sinistro. Restare in carrozzina per un bel po’ di tempo ti fa mettere nei panni di chi deve starci tutta la vita. Oltre ai grandini negli edifici pubblici e la mancanza di rampe, ci sono gli ascensori stretti, i bar e i loro bagni inaccessibili, i negozi pure, i marciapiedi ingombri di automobili in sosta, e via elencando. Sarebbe un’utile cosa se tutti fossero costretti a starci per un po’.

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