Gradini

La mia casa è un po’ la Biblioteca di Babele di Borges; una serie infinita di ascese e discese, di scale e scalette infinite. Dentro e fuori.

Ieri ho fatto per la prima volta in autonomia ( e con i bastoni canadesi ) i gradini del giardino. Sono in pietra.

Salire e scendere non è così semplice per chi sta ri-imparando a camminare. Riuscire a fare pressione con il piede sinistro e fare un piccolo balzo con il destro è un po’ come volare, stare in equilibrio su un filo senza rete.

Un traguardo, una conquista che mi ha regalato fiducia.

Mi sembra così lontano il tempo in cui salire e scendere era così naturale automatico normale.

Il trauma e tutto il percorso di rieducazione ti insegna questo: ad apprezzare la normalità.

Usare le mani, le braccia, le gambe e i piedi. Abilità che abbiamo e che diamo per scontate se non abbiamo subito incidenti.

In questi mesi ho capito – provandolo praticamente – cosa significa superare una barriera architettonica. Le persone che vivono perennemente in carrozzina hanno tutta la mia stima e rispetto. E comprensione.

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