
Credo di aver letto il libro di Pamuk circa dodici anni fa. A Istanbul ero stata a vent’anni a bere il cay sul Bosforo.
Il libro mi era piaciuto. Racconta una storia di passione che veniva trasferita agli oggetti. Poi ho conosciuto B. che è stato al Museo dell’innocenza a Istanbul. Dopo l’enorme successo del libro è stato creato il Museo con tutte le cose toccate da Fusun.
B si è poi sposato con una famosa donna di Istanbul. Non l’ho più sentito.
Adesso ho visto il film a episodi. E mi ha ricordato tutto: i mozziconi di sigaretta con il segno del rossetto e tutti gli oggetti diventati feticci.
È strano come nella vita certi temi arrivino per poi scomparire e ritornare sotto nuove forme e richiami sempre più forti, sempre indelebili. Come la sbavatura di un rossetto su un mozzicone di sigaretta.