Lettere e colori per Borges

Per uno strano fenomeno di sincronia leggendo “Finzioni” di Borges trovo un’analisi sulle lettere ( della lingua inglese) dal punto di vista cromatico. Come sapete il grande poeta era cieco.

Avendo da poco pubblicato una poesia sulla forma delle lettere questo brano che ho letto va ad inserirsi magnificamente nel mondo alfabetico.

Eccone un estratto:


“Per me, la lunga
a dell’alfabeto inglese (ed è questo l’alfabeto che
tengo presente da qui in avanti, a meno che non segnali altrimenti) assume la
tinta del legno stagionato, ma una a
francese mi evoca l’ebano lucente. La gamma dei neri
comprende anche la g dura (gomma vulcanizzata) e la r (un

cencio fuligginoso che viene lacerato). Il porridge
della n, i flaccidi spaghetti della l, e lo specchio dal dorso d’avorio della o
coprono la gamma dei bianchi. Resto perplesso davanti al mio on francese, che vedo come la tensione superficiale del liquore che
riempie un bicchierino fino all’orlo. Passando al gruppo dei blu, ecco l’acciaio
di una x, la nube temporalesca della z, e il mirtillo della k. Dato che tra suono
e forma esiste una sottile interazione, vedo la q più
marrone della k, mentre il celeste della s non è quello della c, ma un curioso
miscuglio…”


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