Enrico

Era alto e magro. Ero molto giovane. Ci incontravamo la sera senza che i miei genitori sapessero.

Non ero ancora maggiorenne. Ci infrattavamo nei boschi per lunghi baci, sentivo le sue ossa negli abbracci. Non si è mai spinto oltre.

Il rispetto ( l’amore? ) che provava nei miei confronti l’ho scoperto dopo.

In comunità c’era un bel ragazzo che mi filava. Una sera pioveva e ero salita come sempre sulla macchina di Enrico. Aveva detto delle cose che non avevo capito. Parlava di un rospo schiacciato sull’asfalto bagnato.

Quella sera lui era andato dall’altro: dal bel ragazzo che mi filava per sapere se ci teneva davvero a me. In tal caso si sarebbe tirato indietro.

L’ho saputo dal suo amico. Che cosa era andato a fare quella sera.

Io, poi con il bel ragazzo moro ci sono stata fidanzata sei anni.

Enrico è morto mentre seguiva, come giornalista sportivo, una corsa di ciclismo in Svizzera.

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