Cielo blu

Ho letto del turismo cafone sulle Dolomiti. Anche qui non scherziamo …

Durante il lungo periodo COVID c’era una folla che saliva al lago con gran vociare, gruppi con musica a palla, non mi ricordo infradito, ma donne con scarpette col tacco sì.

Anche per questo sono sempre salita presto la mattina: per gustarmi il silenzio. Perché montagna è silenzio e pace.

Anche per questo nel fine settimana sono sempre stata a casa o sono scesa al Mulino, mentre teorie di automobili salivano.

Ora sono in giardino e sento il rumore del traffico ininterrotto delle macchine e moto che salgono: c’è una Fiera questo weekend. Alè tutti intruppati.

Anche avessi l’uso delle gambe preferirei l’odore di menta e il rettangolo verde del mio giardino. Tra la foresta di lamponi si intravede la roccia del Rosa. È rimasta una piccola lingua bianca.

4 pensieri su “Cielo blu

  1. Quella “piccola lingua bianca” è purtroppo la prova del forte ritiro dei ghiacciai, un problema che addolorava i camminatori più anziani, quando ancora facevo trekking, che ricordavano con dolore come apparivano i monti nel passato

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