
Nel corso
inevitabile
della mia chiaroveggenza
sto –
sotto
l’inquieta coltre
del desiderio:
uovo di cristallo
sul velluto
di morbide brame.
Così
precipito
nel vacillante
elastico
buio.
Quieta
nella feroce esultanza
di fiera sazia.

Nel corso
inevitabile
della mia chiaroveggenza
sto –
sotto
l’inquieta coltre
del desiderio:
uovo di cristallo
sul velluto
di morbide brame.
Così
precipito
nel vacillante
elastico
buio.
Quieta
nella feroce esultanza
di fiera sazia.
🩵
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Mi ha colpito il contrasto continuo tra fragilità e forza. L’immagine dell’«uovo di cristallo» e quella del «buio elastico» costruiscono una tensione che non si limita a essere letta si avverte. È una poesia che non cerca di spiegarsi, ma di lasciare un’eco. E forse è proprio lì che trova la sua voce più autentica.
Amo questo tipo di poesia apparentemente affilata, eppure accogliente come una madre che sfama. La tua voce possiede una profondità rara, capace di camminare sull’equilibrio sottile di un funambolo basterebbe una sola virgola per alterarne il senso, e invece il dosaggio tra parola e ispirazione non tradisce mai. È una scrittura che non cerca il rumore, ma resta. La tua poetica è sempre emozionante. Sempre
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Mi mettono un po’ in imbarazzo le tue analisi… Sarà che mi sembra “troppo” in relazione alla pochezza del mio scrivere spesso di getto. Comunque grazie
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Chi scrive non comprende…bisogna saper guardare oltre e chi scrive non può farlo ( ha già fatto tanto ). Chi legge supera di gran lunga l’autore. È cosi da sempre…
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