Stanza di scrittura

Riprendo questo spazio che é stata la mia stanza di scrittura per anni. 

Qui ho depositato conchiglie e fossili, ossa rotte e sbilenche, baci e sussurri, giochi e graffi.

Il tempo ha tracciato segni sulla sabbia verbale finché onde hanno lavato via i frammenti.

Qui nell’armadio ci sono molti uomini che ho incontrato. Li lascio in naftalina. Con qualcuno ho riso, per nessuno ho pianto. Generalmente ho cenato. Mangiato cibo e occhi. Mai amato perdutamente. Non ho perso la mente. Qualcuno ha perso il cuore. Poi voltato l’angolo tutti sono evaporati.

Nel frattempo sono cresciuta. Mi sono spostata in un angolo caldo. La mia anima di gatta ama gli angoli caldi. L’anno che é terminato é stato l’anno della metamorfosi.

Il mio essere scorpionica adora le metamorfosi. Muoio un poco e poi rinasco. Dalle mie ceneri io rinvengo e mangio uomini. Con la mia castana chioma. ( Plath scriveva con la mia rossa chioma )

Out of the ash
I rise with my red hair
And I eat men like air.

Dalla cenere io rinvengo
Con le mie rosse chiome
E mangio uomini come aria di vento.

Ho una nuova casa. Ho una nuova musica. Ho nuove persone. Ho un nuovo paesaggio. Ho aria pura.

Finalmente abito dove desidero stare. Tra le vette. Nel silenzio. Sola.

Anche la mia scrittura ha cambiato casa. Sono andata dove chi mi legge può intervenire a dire la sua senza complicazioni: direttamente.

Qui tutto era diventato troppo complicato.

Per chi vuole continuare a leggermi sono su WordPress.

( Testo scritto una decina di anni fa quando ancora scrivevo su Blogger )

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