Traccia nera

Nel biancore di panna della copertina c’è una traccia nera. Un’orma di un taglio secco.

Chi tu sei, chi io sia in questa vigilia di artificiali luci, io non so. Sconosciuti a noi stessi, come pretendere la decifrazione delle altrui pagine.

Appare sempre disonesto il tentativo di penetrare nella dimensione sotterranea, inconscia e incosciente del prossimo.

Anche il sogno raramente ci disvela un testo non criptico. Occorre quindi procedere, passo dopo passo, con cautela e un leggero vacillare: senza perdere l’equilibrio quando ci si sporge troppo.

Rispettare la diversità. Evitare le proiezioni. La pretesa dell’uguaglianza.

Il mio desiderio non corrisponde al desiderio di un altro. Prenderne nota e attendere che la lenta metamorfosi del tempo stabilisca una nuova simmetria con punti occasionali d’incontro

7 pensieri su “Traccia nera

  1. spesso negli altri proiettiamo noi stessi, gli attribuiamo atteggiamenti e pensieri che in realtà sono nostri. Dovremmo invece seguire le tue riflessioni, rispettare le diversità, lasciare che il tempo stabilisca una nuova simmetria.

    ml

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