Io che so

Da chi dovrei difendermi

se non da me stessa?

Dall’archivio zeppo

della memoria

e dalle false lunghe

ombre sottili.

Io che so,

tutto vedo e prevedo.

Mi vorresti mobile

con i fili a tenermi

le tue dita

che manipolano.

Seduta eretta

china sorridente

eletta.

La tua voce fuori campo 

ha già sedotto

molteplici comparse.

Apparse sul palcoscenico

che ogni giorno prepari

con tanta cura.

Non sarò al posto

che tu mi assegni.

Previdente e cauta

muoverò le mie pedine.

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