
S’apre il cancello
del giardino
con la docilità della pagina
( che una frequente devozione interroga )…
All’interno sguardi
che già stanno
internamente
nella memoria.
Conosco le abitudini
delle anime
e quel balletto di illusioni
che ogni umano
va ordendo.
Non ho bisogno di parlare
nè di mentire privilegi;
bene mi conoscono
quelli che mi attorniano,
bene sanno le mie ansie
e le mie debolezze.
Non vivo per ammirazioni
nè vittorie
semplicemente
desidero
essere ammessa
come parte
di una Realtà innegabile:
come pietra e albero.
questa mi piace molto, dall’incipit alla chiusa è un’apertura al mondo naturale, più che al mondo umana, più al luogo che ai suoi abitanti.
ml
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Grazie Massimo verrò a trovarti 🩵
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