Scelta di vivere in montagna: cosa significa

Dato che qualcuno ultimamente mi ha chiesto cosa significa vivere in montagna, anche se ne ho già scritto, faccio un sunto.

Vivere in un luogo come il mio (1300 metri di altezza, borgo di cinquecento anime)  significa:

Avere aria pulita e panorami magnifici in ogni stagione

Per ora non preoccuparsi di chiudere a chiave la porta o il cancello: qui ( per ora ) non servono telecamere e allarmi.

In certi mesi, che noi chiamiamo morti, non trovare una caffetteria aperta. Normalmente a ottobre/novembre il piacere della colazione al bar ce lo sogniamo…

Avere a disposizione due negozi di alimentari con prezzi non certo bassi. La verdura e la frutta arriva una volta alla settimana con un  camioncino.

Non c’è calzolaio lavanderia e altri negozi. Se hai bisogno di fare risuolare una scarpa devi farti mezz’ora di tornanti a scendere e guidare ancora quindici minuti per il centro della città più vicina.

Per ora resta una farmacia e la posta. Non c’è più nessun tipo di scuola. Quando sono arrivata nove anni fa c’era una filiale della mia banca che ora è stata spostata giù. Il bancomat è solo in posta.

Nessun barbiere e una parrucchiera.

Tre negozi di abbigliamento sportivo sci ciaspole e souvenir.

Qui ci sono i mesi morti che sono i mesi dove ci siamo solo noi abitanti residenti e poi i mesi fin troppo vivi perché arrivano masse di turisti.

Nei mesi morti c’è silenzio e contemplazione. Nei mesi pieni di turismo c’è folla traffico e chiasso.

A me piacciono i mesi morti perché non soffro la solitudine e il silenzio e mi pare di poter godere meglio di ogni meraviglia del paesaggio.

Quando nevica come in questo inverno capita di non vedere e parlare con nessuno per giorni interi.

Corsi di ginnastica yoga massaggi e altri confort si trovano scendendo.

Se capita di infortunarsi con situazioni meteo avverse si può essere trasportati giù all’ospedale in elicottero.

Al di là del romanticismo alla Crusoe o Thoreau scegliere di vivere in montagna non è decisamente scelta facile. Come tutte le scelte comporta anche dei lati negativi. Personalmente sono assai contenta di averla fatta e non riuscirei più a vivere in città.

Henry David Thoreau https://share.google/7xKR3krCW7Ui1HzWe

18 pensieri su “Scelta di vivere in montagna: cosa significa

  1. Siamo sinceri qualsiasi soluzione abitativa presenta lati positivi e lati negativi, quindi bando ai sogni ma viviamo nel reale.
    Tu hai fatto come in altre occasioni il sunto dei pregi e difetti di vivere in montagna. Si fa un bilancio mettendo sui piatti della bilancia pro e contro e poi si valuta.
    Tu hai fatto delle scelte che possono essere condivise oppure no. Quindi vanno rispettate.

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    1. Mi sembrava giusto chiarire la curiosità di qualcuno che mi ha chiesto di parlarne… C’è un’idea romantica del vivere in montagna 🗻… A volte dimenticando che è anche vita dura … appunto scelta di vita, non per tutti

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  2. Se non fosse che mal sopporto il freddo la montagna, innevata o meno, mi piace. Amo lo stare sola, amo il silenzio e il contemplare. Pensare, anche ricordare, immersa nella natura mi fa star bene.
    Il mare però è la mia casa in qualunque stagione; due sono le associazioni: mare e caldo. Il mare mi calma, il caldo mi consola.

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  3. Io ho una seconda casa in montagna, 1320 metri, paese di un migliaio di abitanti che d’estate decuplica le presenze. Ci vado nei fine settimana, molto di più d’estate che d’inverno. Sì, le bellezze e le difficoltà sono quelle che hai detto. Io comunque sogno, una volta in pensione, di fare almeno 6 mesi qui e 6 lì.

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  4. Immagino che non sia tutto semplice, specialmente se si ha bisogno dell’ospedale, penso ad esempio agli infortuni in montagna. Sarà stato assai peggio quando non c’erano i cellulari. Buona permanenza in montagna!

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