Libri statuine

Stava sul basso tavolino, aperto a metà, con una penna turchese. 

L’uomo le disse: 

– Ne hai letto così poco? 

La donna rispose che si trattava di un libro difficile. Occorreva leggerlo adagio. Fermarsi e rileggere. 

Lui nulla leggeva. Apparteneva alla schiera degli accumulatori seriali di libri – a prendere polvere nella libreria. 

L’importante è che fossero ben allineati, ciascuno al suo posto come soldatini in fila. Nessuna pagina sciupata dallo scorrere delle dita, nessun segno a sverginare i fogli stampati. Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa. 

Stavano – i suoi libri – assenti e muti come le calze nuove nelle scatole nei cassetti. Le maglie e gli slip. Le cravatte del tempo che fu. I pantaloni fuori moda. Le giacche che non avrebbe mai più messo. 

Tutto era cristallizzato in una stasi di ghiaccio. Senza vita. 

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