Vendetta piatto freddo

E aveva festeggiato il suo compleanno con in mano uno stiletto, una lama, come un boia accanto alla ghigliottina, con una cesoia come un giardiniere pronto a sfoltire tagliare eliminare.

Alla faccia della bontà della pazienza e della compassione. 

L’arabesco nell’architettura vendicativa le era apparso in sogno la notte. Aveva la mente inquieta ed erano scesi giù avvoltoi. Coperta da leggeri e caldi piumini aveva affilato silenziosamente la lama. 

La mattina ogni scena era da allestire con estrema accuratezza.

Fotografare creare descrivere la femmina trabocchetto con qualche acconciatura stilistica. Avrebbe poi coperto la trappola con fresche frasche. 

Quando tutto fu pronto, Elisa si vestì, si truccò e uscì.

Nella caffetteria scelse per sè la poltrona trono, barocca, mentre la sua amica prese posto davanti al tavolino dove si posarono i caffè. Stesero con molta cura il progetto, ogni dettaglio stabilito provato vagliato stabilito, ogni variazione considerata. 

Umberto sarebbe stata la vittima. 

Avrebbe pagato il suo pomposo inutile stupido cieco egocentrismo. 

Colto sul fatto, freddo come un serpente, non modificò di una virgola la sua faccia di cera. Nemmeno si accorse della trappola.

La vendetta aveva sortito i suoi effetti senza versare una stilla di sangue.

Non vale la pena infierire su chi è totalmente inconsapevole. La sua pena è già iscritta nel suo essere stolto.

12 pensieri su “Vendetta piatto freddo

  1. È un testo che incide, non per violenza ma per lucidità.
    La lama qui non è il gesto, è lo sguardo: affilato, paziente, implacabile.
    Colpisce il ribaltamento morale finale. Non c’è trionfo, non c’è catarsi sanguigna, ma una presa di distanza fredda e definitiva: la vera condanna non è l’atto, è l’inconsapevolezza dell’altro. E in questo Elisa non diventa carnefice, diventa coscienza.
    Resta addosso una sensazione inquieta e pulita insieme:
    la vendetta più efficace è quella che non ha bisogno di spettacolo, perché lascia l’altro esattamente dov’è prigioniero di sé stesso. Tu sei straordinaria e non smetterò mai di scriverlo.

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    1. E tu sei un commentatore incredibile perché cogli, al di là delle parole, il senso. Proprio così: è una verità che ho imparato col tempo. Ciascuno si sceglie la propria prigione e condanna da solo. Buona giornata caro Francesco 💫✨🩵

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