
Caldo appiccicoso e soffocanti nuvole. Vanno e vengono. Acqua sospesa che non scende giù. Acqua distesa con grandi oblunghi pesci neri, forse siluri.
Balli da sagra paesana. Pali secchi con gonne danzanti. Mascelle appena aperte per succhiare un sibilo d’aria. Pance e panciotti, canottiere e bianche calze. Occorre immortalare con una fotografia la secca consorte danzante. Velenose impressioni vengono impressionate per persone poco impressionabili.
Il piccolo principe e il grande povero. L’io narrante sta con le gambe assolate rovesciate sulla spalliera della sedia. Non sta composta. Come può osare un gesto così sconveniente e un tantino osé?
Il sole occhieggia tra foglie di marzapane: c’è tanto di quello spazio altrove. Inutile e assurdo restare nell’assordante ritrovo circense. Quando non ci si trova bene conviene andare.
Prosegue la lettura semiseria di parole per le vacanze natalizie.
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Buona serata 💫✨
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