Quel che resta

A fine anno conviene far due conti. Come sempre, per una persona come me, non valgono le quantità ma la qualità.

Non dunque numeri, ma eventi. Fatti.

Scorrendo il papiro del mio blog: immagini, articoli e commenti devo dire che quest’anno mi ha portato nuove voci presenze storie argomentazioni comunicazioni visioni.

Come avrà capito chi mi segue da tempo io menefrego dei like: non ho voglia di piacere per forza. Quindi ringrazio chi mi segue con fedeltà e affetto comunque.

Anche qui, come nella vita reale, desidero essere vera. I pezzi che pubblico sono pezzi di vita, non sempre positivi e solari.

Oggi se non si è solari si fa scandalo. Occorre comportarsi sempre e comunque come nelle pubblicità commerciali: sorriso fisso e far finta che vada tutto bene…

Per questo ho davvero apprezzato tra tutti il commento/riflessione postato da Francesco quando una persona, letta una mia poesia particolarmente sepolcrale, mi invitava ” a essere più solare’.


Riporto il commento di Francesco:

Mi permetto di commentare Eletta.
La poesia non è un resoconto morale né un esercizio di educazione emotiva: è un atto di verità.
Chi scrive poesia non costruisce maschere: le toglie.
E quando un’autrice come Eletta offre un frammento del proprio mondo interiore, non lo fa per essere misurata in “positività”, “solarità” o altri parametri da manualetto di benessere.
Heidegger ( come citava l:autore)chiamava i poeti “gli arrischianti”: coloro che hanno il coraggio di camminare dove gli altri distolgono lo sguardo.
La poesia, proprio perché non è un discorso decorativo, può attraversare l’ombra, il dubbio, la decomposizione, senza perdere dignità — anzi, ritrovandola.
E qui va detto con chiarezza:
la poesia non è una lettura, è una lingua dell’anima.
Ogni parola porta un significato vivo.
Non comprenderlo non è colpa della poesia: è l’incapacità di chi legge di accedere a quel livello di ascolto.
Serve profondità, non fretta.
Serve sensibilità, non giudizio.
Chi commenta un testo poetico deve saper ascoltare l’anima del testo, non la propria esigenza di incasellare l’autore.
Un lettore che rimprovera, che predica, che vuole correggere un sentire non sta commentando la poesia: sta commentando il proprio limite.
Eletta ha fatto ciò che la poesia chiede a chi la ama davvero: ha dato voce a un istante, a un battito, a una fenditura dell’essere.
E lo ha fatto con la sincerità di chi conosce che la vita è solare e lunare, luminosa e scura — mai piatta.
La poesia non va addomesticata.
Va capita, rispettata, o almeno lasciata in pace da chi non è pronto a leggerla davvero.
Leggere la poetica di Eletta è un grande privilegio non sprecatelo. Scusa Eletta era doveroso esprimere un parere personale in merito a ciò che non va difeso, va protetto il poeta e la poesia.

Francesco Cacciola


Grazie a interventi come questo vale sempre la pena di scrivere, se poi la scrittura è semplicemente vita come per me.

Ringrazio Simon James Terzo e Juan Re Crivello per aver scelto alcune mie poesie per la pubblicazione su Masticadores.

Ringrazio tutti quelli che hanno voluto partecipare al Giocolinguisicodellunedí apportando brani di scrittura creativa. È stato bello e divertente giocare insieme.

5 pensieri su “Quel che resta

  1. E’ sempre bello leggerti, e sono della tua opinione riguardo gli stati d’animo. Il mio blog è solo incentrato sulle immagini e sui viaggi, quindi esce da queste linee emotive, ma riguardo il tuo modo di scrivere lo apprezzo molto 📖📖📚📚📚📚👍😊😉🤗

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