La bambina

Non hanno voce le parole
che mastico adagio
nei sotterranei mentali.


La bambina
che ha sempre fame
e nessuno vede.


Il signore è intento
nei suoi giochi d’astuzia.


La sera sbarra al mondo gli occhi
per non vedere
mentre s’empie il calice.


La bimba si rintana
nel piccolo letto
a cercare tepore come un feto.


Poi s’alza il sole
e ritaglia un nuovo giorno
sempre uguale.


Non c’è modo di inondare la   cantina
con liquida luce.

18 pensieri su “La bambina

  1. Una poesia che scava nei sotterranei dell’infanzia ferita. La bambina invisibile e affamata è il cuore emotivo del testo, mentre il mondo adulto resta cieco e distratto. Il giorno che ritorna “sempre uguale” e la cantina senza luce, li interpreto il raccontano di un dolore che non trova via d’uscita. Brellissima e profonda Eletta, complimenti 🥀🥀🥀

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  2. evochi atmosfere cupe da favola gotica, come non ci fosse salvezza dall’orco. Ma la bambina nei suoi sotterranei mentali ha forme di resistenza inaspettate, sfuggirà alla fine all’orco (la vena di ottimismo l’aggiungo di mio)
    molto piaciuta
    ml

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  3. Nel buio resta la bambina, invisibile e affamata. Seppure il giorno ritorna, la cantina non conosce luce.

    E’ un buio interiore quello che trasmette questa tua poesia. Un passo lento e inesorabile, claustrofobico a tratti. La ricerca di un intimo rifugio che, comunque, non consola. Mi ha trasmesso impotenza e solitudine. Il “non essere visti” è un male che mi affligge e che condivido.

    Sono pensieri sparsi i miei, simili (simili, forse) a quelli che hai lasciato come scia sulla via di un ritorno che forse, oggi, non c’è.

    RiV

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