Guazzabuglio

Nel guazzabuglio

delle tue idee filosofiche

nuoto stanca.


Ruzzola giù per le scale

il gomitolo inutile

delle aspettative.


Nulla più m’attendo

ormai

dal tuo testo così antico,

e così zeppo d’errori.


Non volo leggera

su turpi cancellature,

su segni neri

che trafiggono parole.


Avevo analoghe illusioni

quando m’imbarcavo,

nei giorni estivi,

verso le azzurre isole

sperando in un rapido pirata.


Floscia cadeva

la vela

nel ritorno.


Nel sogno

l’uomo dai molti cani

mi mostrava magnifici frattali

e così mi fascinava.


Il colore irrecuperabile

del cielo di Magritte

o di Chagall.


Qui piove sempre

con nere nuvole.


Ero elegante e languida.

Così appagata

prima del tuo venire:

un tonfo

e ora annego

nell’immobilità melmosa.

4 pensieri su “Guazzabuglio

I commenti sono chiusi.