Flash back

Le sue mani, le sue belle mani, intorno al collo che stringono, stringono e io penso: Sto morendo

Appare sulla porta con un ciocco che ha preso dal cesto del camino. Alza il braccio per darmi un colpo in testa col grosso ciocco. Per difendermi sbatto contro la porta e mi si rompe l’ulna del braccio destro. Un dolore che mi fa piegare mentre lui ride ride…

In sala prende la scala che porta al soppalco nella sua bella mansarda. La scala è di legno e porta al soppalco dove ci sono letti per ospiti. Prende la scala per sfracellarmi la testa.

Mi chiude in casa sua. Toglie le chiavi dalla porta quando gli dico: – Vado. Poi cominciano i calci e i pugni. Mi sento un sacco quello che usano i boxeur per allenarsi.

Mi sveglio diverse mattine con la faccia blu. Serve del ghiaccio e molto tempo per togliere il gonfiore, truccarsi e poter uscire.

All’ospedale invento ogni volta una cosa nuova. Sono caduta, ho sbattuto… Non dico mai la verità. E nessuno mi chiede se è la verità. Nemmeno i familiari mi chiedono come mai ho sempre qualcosa di fratturato.

Sono seduta sul divano, si alza e mi dà un colpo con la mano piatta così come ha imparato a fare a Haikido. Non respiro. All’ospedale mi dicono che sono fortunata: la costola incrinata poteva perforare milza o polmoni.

Stiamo parlando seduti per terra mi prende la mano sinistra e la torce spezzandomi diverse ossa della mano.

Stiamo passeggiando per i vicoli di un bellissimo borgo sul lago, mentre camminiamo mi prende la testa e me la sbatte contro un segnale di ferro. Senza un motivo. Improvvisamente.

( … )

P.s. desidero che questa voce sia ascoltata in silenzio senza alcun commento. La donna che parla ha la voce della donna che ero. Il trauma delle donne che hanno subito violenza non va mai via.

Mi auguro solo che tutte le donne che avranno la forza di parlare d’ora in poi non vengano mai più lasciate sole. Aiutatele.

3 pensieri su “Flash back

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