Due strumenti

Seduta sulla panchina, a destra la magnifica presenza del Monte Rosa, davanti una piana con la macchia degli alberi in fondo.

Silenzio. Solo lo scricchiolio delle foglie accartocciate e il canto degli uccellini. Un sole caldo e il cielo indaco.

Guardo le masse, i volumi, le ombre, le luci. Le forme. C’è un alberello in primo piano con le foglie gialle. In fondo tra i tronchi del boschetto strisce turchesi e verde smeraldo. Ho due soli strumenti: una penna gel nera e un pennarello

Oltre al blocco Moleskine.

Silenzio. I segni le linee i tratteggi.

Come sempre -al di là del risultato – questo tempo senza tempo di pura gioia. Assenza di pensieri e puro godimento.

( Scritto ieri e messo in programmazione )

16 pensieri su “Due strumenti

  1. Bellissimo. Quest’estate mi sono fermato anch’io davanti a un panorama e non l’ho disegnato, perché sono una pippa, ma ho provato a catturarlo scrivendo. È un’esperienza molto meditativa. Fa respirare un attimo. Al contrario di questi schermi maledetti.
    Non so quanto spesso lo fai tu, ma io potrei farlo di più.

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