La macchia umana

Si deve arrivare a pagina 266 per trovare la compiuta spiegazione del titolo di questa opera di Philip Roth.

Libro “difficile” ma da leggere. Non certo un romanzetto la storia del prof Coleman e Faunia.

È la voce narrante di Faunia che tratta “la macchia umana” a pagina 266.

E lo fa con lo stile diretto e non certo ammiccante dello scrittore. Non da leggere se si è puritani ipocriti e perbenisti. Roth toglie tutte le maschere una dopo l’altra.

Ha passato tutta la vita con gente come noi, e questo è il risultato. La macchia umana – disse, ma senza ripugnanza, né disprezzo, né disapprovazione. E senza tristezza. È così. Questo è tutto ciò che Faunia nel suo tono freddo e distaccato, stava dicendo alla ragazza che nutriva il serpente: noi lasciamo una macchia, lasciamo una traccia, lasciamo la nostra impronta.

Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme: non c’è altro mezzo per essere qui “.

Ci sono pagine precedenti e seguenti in cui lo scrittore dà voce a Faunia. A questa donna che pulisce i cessi.

È un libro difficile, ma assolutamente da leggere per chi vuole fare riflessioni che vadano un po’ sotto il velo superficiale della realtà.

21 pensieri su “La macchia umana

  1. di Philips Roth lessi Everyman un libro che comprai per capire meglio mia madre che stava affrontando una difficile accettazione della sua vecchiaia. Gliene lessi alcuni brani, e convenimmo che aveva ragione quando affermava che la vecchiaia era un massacro.

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  2. Roth in questo romanzo ci fa riflettere sul concetto di “politicamente corretto”, sulla possibilità di essere fraintesi, o strumentalizzati per fini politico-propagandistici. Di questi tempi direi un tema che è molto attuale… poi, certo, la sua scrittura è complessa, stratificata, sottilmente ma drasticamente critica con la idiosincrasie della cultura USA,. Se scrivesse oggi un altro romanzo, sarei davvero curiosa di leggerlo…

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