
Piroettò
tra le calligrafiche pagine.
Il tacito inserviente
le asciugava i fogli
con la carta assorbente.
Le parole,
allora,
ricomparivano
simmetriche e rovesciate
come in uno specchio.
Otteneva il negativo
contro il positivo della scrittura.
Buttava gli innocenti segni in pasto a chi guardava.
Non indugiava nello scegliere quale fulgida gemma.
Accostando violette e margherite
e piccoli fiori blu,
otteneva sempre un decoroso mazzo.
Un po’ selvatico,
come d’altra parte
era il suo spirito
difficilmente imbrigliabile.
Nei calamai
così profondi e bui
pescava le parole
come nella mattanza, i tonni.
Spesso schizzava
qualche macchia rossa.
Aveva un passo leggero e fragile
quando, sulla pagina bianca,
depositava neri segni densi.
Veramente denso di poesia è questo inno alla scrittura col pennino e l’inchiostro.
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Ti ringrazio 🐞buona giornata 🌼
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Pomeriggio sereno
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Grazie
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Che bellezza Eletta il tuo dire
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Ti ringrazio Paola e ti auguro una buona giornata 🐞🌼🐞
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Grazie
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struggente, poetico, concreto e surreale questo tuo dire delicato dello scrivere.
e… Negli scuri calamai pescava i termini, come nella mattanza, i tonni. è da applausi a scena aperta.
ml
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Ti ringrazio di cuore ❤️ grazie caro Massimo 🐞
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Ho fatto una bravata simile ed eccomi qui, ferito e dolorante, in balia della salute pubblica.
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Tu sei più surreale di me 😎
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ma questo è reale!!!
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