L’esatto opposto della ostentazione

Continuando la riflessione sulla scelta di non apparire se non dietro a un nickname trovo, sul libro che sto leggendo:

Che cosa significa cantare fuori dal coro se non questa ricerca di uscire dalla luce dei riflettori? Sono sempre stato affascinato da chi fugge da se stesso, anche se non sempre sono riuscito a seguire questo esempio.

Però Fernando Pessoa lo ha fatto per una vita intera.

Ogni suo scritto portava la firma di un personaggio diverso in cui, di volta in volta, si identificava. Perfino nelle lettere alla sua amata, Ophélia, utilizzó talvolta uno dei suoi eteronimi.

L’esatto opposto dell’ ostentazione in voga oggi.

Da: Mordere il cielo , Paolo Crepet


George Eliot lo pseudonimo di Mary Ann Evans

Agatha Christie e Mary Westmacott

Stephen King ha pubblicato anche come Richard Bachman

Collodi era in realtà Carlo Lorenzini

Curzio Malaparte si chiamava Kurt Erich Suckert

Jozef Kondrad Korzienowski è il vero nome del grande scrittore polacco naturalizzato inglese Joseph Conrad

e che dire di Elena Ferrante?

15 pensieri su “L’esatto opposto della ostentazione

  1. Scrivo sul blog dietro un nickname ma non ho mai nascosto il mio vero nome. Quello che ho pubblicato è il mio vero nome.
    La scelta, perché si tratta di una scelta, di nascondersi dietro un pseudonimo può essere dettata da svariati motivi: la voglia di segretezza, il narcisimo, l’impaccio di un nom ingombrante.

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      1. Hai ragione che il narciso si vuole esporre ma il mio narciso nascosto è solo una finta perché gode sapere che tutti vogliono scoprire la sua identità. Naturalmente farà di tutto per stare sulla cresta dell’onda e si gode la celebrità.

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        1. Dato che ho pubblicato due libri con il mio vero nome so bene come si gongola a vedere il proprio nome sulla copertina di un libro. Ti assicuro che questo è il vero narcisismo e chi scrive in realtà lo è. Naturalmente è il mio parere.

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          1. Posso essere d’accordo con te in linea di massima ma personalmente non ho mai gongolato, anzi era vero il contrario.
            Se pensiamo a Elena Ferrante direi che il suo è narcisimo come ho scritto in precedenza.

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  2. Da questo punto di vista siamo all’opposto. Ho avuto un blog in cui scrivevo sotto pseudonimo, ma non è durato molto. Non mi sentivo a mio agio a scrivere con un altro nome, come se l’altra mi stesse rubando spazio sulla scena. Sì, sono un po’ prima donna. 😂Alla fine , l’ho chiuso e ho incamerato tutti i post scritti dentro Alice Spiga Blog, che è a tutti gli effetti casa mia. 🤗
    Sugli pseudonimi letterari, in alcuni periodi della storia, va considerato che le donne erano costrette a scrivere con il nome di uomini o non sarebbero state ascoltare.

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      1. Io ho preferito usare sempre il mio nome e cognome, anche perché sono una emerita sconosciuta in ogni campo. Vivo però ritirata, solitaria, come un eremita fuori dal mondo e da quasi tutti i contesti. A proposito di uomini non dimentichiamo Mark Twain che di pseudonimi ne ha usato più d’uno. Buona giornata Eletta.

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