C’è un tempo per

Oggi é una di quelle giornate strane. Tutto é bloccato. Le comunicazioni difficili o disturbate.

Chi vorrei incontrare non si fa vivo e, invece, compare chi non era in programma. Sto leggendo dei capitoli riguardanti l’alchimia e, non so perché, sono convinta di aver già ” saputo ” alcuni principi. C’è uno strato sotterraneo che palpita. 

Interrogo il libro dei Mutamenti- I Ching e appare l’esagramma dell’impedimento. Mi viene confermato quello che ho appena scritto: meglio stare fermi. 

Stare fermi, non fare niente, non è così semplice per una passionaria come me. 

Agire muovere rompere sollevare – le cortine fumogene – svelare disordinare rovesciare istigare istillare – domande e dubbi – capovolgere… mi viene più facile. 

Invece sto ferma come una suora di clausura dietro la grata con il rosario ( Rosarium ) in mano.

Potrei essere fuori a ridere e scherzare, a parlare e consumare – cibo e sesso – a distrarmi e divertirmi. 

Invece oggi scelgo la strada più impervia: quella del silenzio e della immobilità.

Mi macina in testa da stamattina quel passo dell’Ecclesiaste: c’è un tempo.

C’è un tempo per stracciare e un tempo per cucire.

Un tempo per parlare e un tempo per tacere.

Un tempo per seminare e un tempo per raccogliere.

Ogni cosa avverrà a suo tempo.

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