Perfect days Wim Wenders

Le ombre della notte scandiscono il passaggio dei giorni in questo film di Win Wenders.

Sono in bianco e nero come le fotografie che il protagonista scatta con una macchina fotografica analogica. Rullino, stampa, busta con le fotografie. Scelta delle immagini da tenere e da scartare.

Film difficile. Film bellissimo per me e altri. Me lo sono gustato lentamente in questa nera giornata di pioggia. Un film per chi non ha fretta.

Il protagonista impersonificato da Kôïi Yakusho è bravissimo.

Tutto il film lo descrive nelle sue giornate semplici, scandite dai medesimi ritmi, dalle stesse meticolose azioni. Compreso pulire accuratamente i bagni di Tokio.

L’essenzialità della sua camera, il tatami ripiegato ogni mattina, gli occhiali per leggere un libro la sera, gli oggetti sulla mensola presi nel medesimo ordine ogni giorno… Semplicità e pulizia. L’acqua del bagno purificante. Il gioco. Gli incontri. E gli alberi.

Le chiome degli alberi sono protagoniste assolute nello sguardo del protagonista. Le fotografa ogni giorno così come ogni giorno dà cura agli alberelli in casa. È il cielo. L’alto che guarda ogni mattina quando apre la porta di casa. Uno sguardo di gratitudine con gli occhi che sorridono.

Non è un film per tutti. Perché c’è molto silenzio e poca azione e trama.

Quel poco che accade è così esaltato di significato. Mi ha ricordato altri film impegnativi, ma densi, che ho visto.

Come: Il grande silenzio girato da Philip Gröning. “Il regista tedesco nel 1989 fece richiesta all’ordine dei monaci Certosini di realizzare un documentario sulla vita quotidiana nel monastero della Grande Chartreuse, nelle Alpi della Savoia francese”. Un film senza un dialogo. Senza una parola.

E:

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