Essere grati

Diceva Chesterton che si dovrebbe essere grati di tutto. Che lo stesso fatto di stare ritti sulla terra, di vedere il cielo, d’esser stati innamorati, è aver ricevuto doni per i quali non si può cessare di essere grati. Io cerco di sentire in questo modo: ho cercato di sentire, per esempio, che la mia cecità non è solo una disgrazia, sebbene naturalmente lo sia, ma qualcosa che mi permette, mi facilita la solitudine, il pensare, l’invenzione di favole, la costruzione di poesie… “

Jorge Luis Borges

8 Comments

  1. Mah! Se devo essere sincera, io penso che rassegnarsi alle proprie disgrazie sia un bel risparmio di energie, rispetto alla disperazione, se non altro perché ci consente di trovare un buon adattamento . Ma perché esserne grati? E a chi? Perché cercare i vantaggi di una disgrazia? Senza contare che dire qualche scurrilità in proposito, ogni tanto, può essere una buona valvola di sfogo! A me il buonismo mette il nervoso!

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    1. Il testo che ho citato va avanti e spiega meglio… Ammiro Borges e so che il suo non è buonismo perché da cieco ha girato il mondo e continuato a scrivere con lena. Non mi piacciono i testi lunghi perché per me nel blog devono essere brevi per non annoiare. Ciao cara e buona serata 🌹

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