Vivere

Leggo che la durata della vita si sta allungando. L’altro giorno guardavo, da fuori, la finestra della camera dell’ospedale in cui sono stata ricoverata per operazione polso a gennaio. Aspettavo una persona che avevo accompagnato. Avevo la musica e – in piedi fuori dall’auto – seguendo la musica ballavo.

Non in modo sguaiato e fuori contesto, ma ballavo. Guardando in su e vedendomi com’ero mesi fa là dentro. Che guardavo giù e mi vedevo allegra e pimpante mesi dopo. E giovane e sana.

La vecchiaia è questione di equilibrio o disequilibrio, di omeostasi. Viene detto nell’articolo. La capacità di vivere a lungo dipende dalla nostra capacità di ristabilirci rapidamente dopo una malattia.

Non mi auguro certo di vivere fino a 150 anni. Mi auguro di vivere e non di sopravvivere. Di godermi ogni piccolo istante della vita che mi sarà donata e di continuare ad aver la voglia di ballare se sento della buona musica.

10 Comments

  1. Mi auguro di vivere e non di sopravvivere.
    Sottolineo questa affermazione. Sopravvivere è un non vivere.
    Arrivare a 150 anni? Forse sì, forse no ma per arrivarci, se fosse vero, non dobbiamo consumare i nostri organi, vivere sereni e avere fortuna.
    Io cosa mi aspetto? Nulla sarà il destino che dirà GAME OVER e basta. L’importante è arrivare a questo appuntamento, a cui non si scappa, nel migliore dei modi

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