Sylvia Plath #diario

Il ” Diario ” di Sylvia Plath: 400 pagine di diario. Riflessioni intime, fluide, senza schermi. A me piace leggere i diari. Finora ho letto pagine e pagine di Anais Nin. E il diario di Virginia Woolf. Non mi è finora capitato fra le mani un diario maschile.

Forse è un tipo di scrittura intimistico più consono alla sensibilità delle donne. Nel caso di Virginia e Sylvia mi viene in mente si tratta di donne che sono morte suicide: una sensibilità portata all’estremo. Il prezzo da pagare, forse, per la loro sublime arte.



Riporto un brano tratto da Sylvia Plath.

” Diciamocelo: sono atterrita e agghiacciata. Innanzitutto, immagino, ho paura per me stessa… il vecchio, primitivo istinto di sopravvivenza. Sta insorgendo, perciò vivo ogni momento con una terribile intensità. Ieri sera tornando in macchina da Boston, mi sono abbandonata sul sedile e ho lasciato che le luci colorate, la musica della radio, l’immagine riflessa del ragazzo che guidava mi venissero incontro.
Tutto fluiva su di me con un lancinante grido di dolore… ricorda, ricorda, questo sta accadendo ora, ora, ora. Vivilo, sentilo, stringilo. Voglio diventare pienamente conscia di tutto ciò che finora ho dato per scontato. Ti colpisce con più forza quando senti che potrebbe essere l’addio, l’ultima volta”.

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