Domenica gialla alé

Vado su, nella zona “turistica” a vedere com’è la situazione, considerato che da oggi sono aperte le gabbie per zone gialle.

Giornata stupenda con cielo blu e neve immacolata. Come supponevo i parcheggi fino a ieri vuoti, ora sono pieni.

Niente di male a venire in montagna a far slittare i bimbi o a fare una ciaspolata. Peccato che, lungo la passeggiata che sono solita fare, c’è un via vai di persone in gruppo tutte, ma sottolineo tutte, senza mascherina neanche appesa al collo. Gli allegri gitanti urlano, si chiamano, schiamazzano, passandomi accanto. Le loro magnifiche goccioline… Alé.

Come se nulla fosse.

Come se non ci fosse una minima accortezza in più da prendere almeno camminando nel viale, dove le persone si incontrano e che è già stretto per i cumuli di neve.

Le allegre comitive. Le allegre famigliole.

Nulla da dire sulla sciata in solitaria o sulla slittata del piccolo senza protezione. Sono i gruppetti di incoscienti che camminano nel viale per raggiungere le zone che mi irritano. La loro totale mancanza di responsabilità.

Me ne vado o ci litigo. Anche perché più passa il tempo e più arrivano, a frotte.

Mi chiedo in che mondo vivano. Mi chiedono se almeno un quotidiano lo leggano, se almeno una trasmissione seria di informazione la seguano. Mi chiedo se hanno avuto o hanno, come me, un familiare ricoverato. Da quasi un mese. Mi chiedo se sanno dei morti ogni giorno.

Lo avevo detto: vedremo da domenica cosa cambia. Hanno aperto le gabbie. Liberi tutti. Alé.

Fino al 20 dicembre dovrò ri-abituarmi a questo bagno di incoscienza e strafottenza continua.

Me ne vado. Alé.

20 Comments

  1. Trovo assurdo tutto: non c’è una logica, in chi prende (non)decisioni, ed in chi deve rispettare le decisioni degli indecisi.
    In tutta onestà, non riesco a cogliere il senso che abbiano avuto quasi 10 mesi di vita da reclusi, o semiliberi.
    A me sfuggono troppe cose, e, come te, mi ritiro ad aspettare tempi migliori.

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    1. Sono scesa per il gattino diverse volte in valle: mai visto un controllo. A parte i controlli inesistenti come questa estate, è che proprio qualcuno non ha proprio capito. La Germania va in lockdown. Noi ci arriveremo presto…

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      1. Lì sono più seri, c’è poco da fare.
        Trovi normale impedire gli spostamenti annunciandolo 17 giorni prima? Ci vuole un Nobel per capire che nella prossima settimana ci sarà una transumanza biblica?
        Quando parlo di irresponsabilità della politica mi riferisco a questa ipocrita forma di decisionismo che è solo una presa in giro ed uno schiaffo all’intelligenza ed ai morti.

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  2. Non mi meraviglio per niente, anzi mi aspettavo tutto questo. Non aggiungo nient’altro, se non che le conseguenze sono prevedibili e del resto sono già state vaticinate, però vorrei notare che l’eventuale aggravamento della situazione non sarà una “terza ondata” ma il semplice ingrossarsi di questa seconda, gonfiata dall’incoscienza dei governanti e dei governati.

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  3. Anche io sono sconvolta, atterrita da questo continuo scaricabarile: “il governo ha detto che si può uscire e allora possiamo uscire …” Possibile che si debba ripetere ogni volta, come ai bambini dell’asilo, che sì, puoi uscire, ma mascherina, distanza e attenzione alta sono sempre fondamentali?

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