Giallo Giuda o giallo canarino

Il freddo, il vento e la minor luce hanno aperto le danze per il foliage.

Per ora predomina il giallo, anzi per essere più precisa predominano i gialli. Molti, diversi, mutevoli.

secondo una tradizione che inizia nel XII secolo, il giallo è sinonimo di falsità, di inganno e di menzogna, perché è sentito una degenerazione delle qualità luminose e morali dell’oro. Nelle raffigurazioni medievali i traditori, i musulmani e gli ebrei indossano spesso qualcosa di giallo. Una clausula obbligatoria per Giuda, richiesta dai committenti dell’arte e riconosciuta senza pensarci troppo dalle masse analfabete che frequentano le chiese: se è giallo è Giuda”.

Da: Cromorama – Riccardo Falcinelli – Einaudi

Avrei dovuto tenerlo a mente – il connubio giallo falsità – al Corso di Comunicazione quando lui ha dipinto tutto il foglio di giallo, mentre io di verde… avrei dovuto pensarci prima di diventare la sua amante, ma non ero ancora così ferrata sul linguaggio e significato insito nei colori.

Poi, con la rivoluzione industriale e con l’avvento della digitalizzazione e la nostra iperfrequentazione degli schermi il giallo usato da Giotto per dipingere il mantello di Giuda nella Cappella degli Scrovegni a Padova può sembrare molto simile al giallo della pelle dei Simpson o al giallo di una banana o del sole nella rappresentazione virtuale, ma in realtà si tratta di gialli diversissimi perché diversa è la materia su cui sono iscritte le loro lunghezze d’onda.

Un colore, come il giallo, risente anche della materia su cui giace: la buccia naturale di una banana, un cartone animato, un affresco, un disegno fatto con i pastelli da un bambino, un murales, un prodotto realizzato in plastica, un imballaggio in carta…

In realtà il giallo non esiste: esistono tutte le tonalità del giallo: zafferano, senape, limone, ocra, sabbia, canarino, paglia e molte altre.

Rimane il fatto che passeggiare in un bosco ora è immergersi con tutti i sensi nel giallo con tutte le sue meravigliose sfumature. Il giallo, anche in una giornata grigia come oggi, regala coriandoli di luce.

” Il giallo si può anche paragonare all’estate morente che dilapida assurdamente le sue energie dell’incendio delle foglie autunnali, di quelle foglie da cui ormai è scomparsa la quiete dell’azzurro, che è salito al cielo”.

Da Lo spirituale nell’arte – Wassily Kandinsky

21 Comments

      1. Non so, a Bologna dicono così, appunto “giallo ruffiano”.allo stesso modo, sono rimasto stupito quando, a scuola, una mia collega ha detto a un’altra che aveva qualche cosa di verde addosso: “chi di verde si veste di sua beltà troppo si fida”.

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