Nevrosi del mondo

“Quando dico che i disturbi dei pazienti sono reali, intendo dire che sono realistici, proporzionati al mondo esterno.

Intendo dire che le distorsioni della comunicazione, il senso di vessazione e di alienazione, la perdita di intimità con l’ambiente immediato, l’impressione di falsi valori e di futilità interiore che a ogni istante viviamo in questo nostro mondo sono valutazioni autentiche e realistiche e non mere appercezioni intrapsichiche”.

Da: L’anima del mondo e il pensiero del cuore – James Hillman

Per chi va ogni tanto a dare una regolata al proprio sistema da un analista, esattamente come si va a far revisionare aggiustare l’auto dal meccanico, sarà abbastanza chiaro il brano della citazione riportata.

È logico che in ogni periodo storico gli eventi esterni hanno inciso sulla nostra psiche. Ma mai come in questo caso.

La pandemia da corona virus non colpisce solo il nostro sistema immunitario e fisico, ancor più – e la cosa è purtroppo estremamente sottovalutata – colpisce la nostra psiche. La tenuta dell’equilibrio psicologico.

Un buon analista dovrebbe tenerne conto. Siamo più fragili, più esposti, abbiamo bisogno di più tranquillità, più affetto. Il nostro tracciato emotivo è instabile con pericolose punte e sbalzi.

Purtroppo basta leggere la cronaca nera per rendersi conto degli effetti. La famiglia e la coppia scoppia se non sostenuta da un terreno affettivo emotivo solido. Siamo sempre più come topi in una scatola troppo piccola sottoposti a scosse elettriche se non ci comportiamo bene.

Prima di finire in ospedale qualcuno finirà al reparto neurologico.

17 Comments

  1. io credo che la pandemia non abbia fatto altro che far esplodere un malessere già esistente e l’abbia portato alla luce! forse non è un male! guardarsi dentro e fermarsi ogni tanto a riflettere non sarebbe male anche senza andare in analisi! bella riflessione! grazie

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    1. Grazie a te di essere passata e del tuo pensiero che condivido. Io sono fuggita da un mondo che mi sfiniva. Rumore inquinamento maleducazione malessere consumismo… violenza. Dove abito non chiudo la porta può sembrare una sciocchezza per me è meraviglioso

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  2. Una mia vecchia amica c’è già finita e non è che gli psicofarmaci con cui la imbottiscono stiano migliorando la situazione, visto che la stanno anche devastando fisicamente.
    Da quando ero ragazzina, in orfanotrofio, ho iniziato a scrivere su carta, agende, quaderni, ciò che sento il bisogno di buttare fuori. L’ho sempre fatto e lo faccio tutt’ora. Rileggo poi, a distanza di tempo, spesso finisco per cestinare molti scritti, alcuni li conservo come memoria per ricordare nel tempo alcuni miei stati d’animo e correggermi, per quanto possibile. Ma ho risparmiato un sacco di soldi che avrei speso dagli analisti, ho imparato molto di me stessa e vivo meglio e con più serenità. Non ultimo, ho evitato di scaricare su spalle altrui le mie lagnanze e i miei problemi.

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    1. Sai che faccio io lo stesso da anni? Scrivo scrivo scrivo. Quando rileggo è passato il tempo e tutto pare ormai senza senso.
      È davvero un’ottima terapia. Buttare fuori tutto: rabbia dolore gioia sorpresa sfinimento allegria…
      Grazie Neda per la condivisione

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  3. La pandemia, forse, ha solo accentuato il malessere che regna ormai sovrano e legato ad una vita sempre più insoddisfacente.
    Pensavo che molti prendessero al volo questa opportunità per rivalutare e cambiare la vita, ma mi sa che molti sono solo peggiorati.
    E ne vedremo gli effetti.

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  4. In questa tua citazione vedo veramente una nevrosi collettiva: come il singolo, dici giustamente, va dall’analista per curarsi, così l’intero nostro mondo dovrebbetrovare la via d’uscita a questo brivido che percorre la terra.
    Ciò che scrivi fa molto riflettere e ti ringrazio tanto.

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  5. sicuramente la pandemia ha dato i suoi effetti in questo senso, ma a mio avviso in questa fase dove comunque si può viaggiare, uscire, fare quasi tutto come prima, mascherine a parte, il senso di clausura e di paura è andato affievolendosi. Nei mesi bui le cose erano in effetti preoccupanti, ma ora non mi pare che sia così grave lo stato delle persone, almeno quelle che conosco sono uguali a prima. Poi va beh io faccio distanziamento sociale da anni, per cui non è che me accorgo tanto.. 😉

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  6. Prima di esplodere vado dall’analista (è in programma davvero, ma non per il lockdown). Non c’è dubbio che ci fosse qualcosa di pronto che covava, tutto sommato siamo stati bloccati per tre mesi, e non nell’indispensabile, ma nel superfluo. Siamo ben fragili se basta così poco a metterci in crisi … e in effetti lo siamo, visti i comportamenti irresponsabili che stano emergendo

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