Fare domande, dare risposte

Immagine fotografica di Eletta

Pare incredibile, ma non è facile trovare persone che fanno domande. A parte quelle di rito, ad esempio:

– Come va?

È difficile trovare persone che fanno domande per capire. Ed è forse ancora più difficile trovare persone che amano rispondere a domande dirette. Stiamo sempre in equilibrio instabile sui fili del non detto. Dentro abiti non nostri.

Questione di trasparenza e di disponibilità a farsi attraversare. Per conoscere davvero una persona io faccio domande. Osservo come mi risponde. La difficoltà, la facilità, l’imbarazzo… o il mutismo.

Naturalmente porgo le domande con garbo. Ma le pongo. Quando mi trovo ( trovavo ) in una situazione sociale e conviviale mi piace conversare. Detesto chi sta zitto. Stimolo una leggera conversazione su diversi temi.

Se mi trovo ( trovavo ) in una casa non mia osservo e chiedo: quadri, libri, mobili, tappeti… colori, stile.

Sono sempre stupita, davvero stupita, in modo negativo degli ospiti che in casa mia non chiedono mai niente. Non osano spiare guardare vedere capire indagare. Ho ricevuto più commenti qui, quando vi ho fatto spiare miei piccoli angoli.

Qualcuno dirà: questione di tatto. Per me no. Questione di indifferenza. Un ambiente parla del proprietario. Ho avuto un compagno che veniva nella mia grande sala e non si è mai alzato una sola volta per vedere i dorsi dei libri, o chiedermi dei quadri. Guardava il vuoto muto.

Ricordo una serata, in un’altra bellissima grande sala con le volte settecentesche: io con il mio compagno di allora avevamo amici per un aperitivo. La mia amica, dopo aver fatto conversazione, ha minuziosamente guardato uno per uno tutti i giornali e le riviste internazionali che stavano sotto il tavolino. Poi ha esclamato: – Ottime! Noto che leggete un po’ di tutto.

A me è molto piaciuta. Anche perché non erano riviste da parrucchiere.

Fare domande è interessarsi al mondo dell’altro. Rispondere a domande significa aprire finestre sul nostro mondo.

Chi fa domande di solito è anche un ottimo ascoltatore. Perché fare domande è anche essere pronti ad ascoltare con viva attenzione le risposte.

25 Comments

  1. Ma osservando, anche senza chiedere, si intuisce molto della persona. Per quelli che osservano ovviamente. Se entro a casa di una persona e vedo che stava guardando “Uomini e Donne” in tv la cancello dalle amicizie senza bisogno di chiedere nulla 😄😄😄

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  2. Mah. Come dici tu dipende dalle persone. Ne conosco un paio che chiedono e chiedono (anche domande piuttosto personali) salvo non ascoltare mai la risposta. Chiedono pro-forma.
    Io provo a rispondere sinceramente una volta, massimo due, poi inizio ad annuire e dire “Eh sì” a qualunque cosa.

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    1. Certo: ci sono sempre delle variazioni. Quello che io proprio non sopporto è l’apatica indifferenza. Ho avuto una ospite che si è seduta sul mio divano e ha cominciato a raccontarmi tutta la sua vita. Neanche lo spazio, in quel caso, di fare domande. Lei a me: zero.
      Buona giornata Irene🐞🐞🐞

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  3. Buondì! 🙂 Molto interessante… Una stanza o una casa dicono molto di una persona.
    Io ho sempre apprezzato coloro che una volta entrati mi hanno detto:” Si vede che qui dentro ci vivi tu, si vede che è tua!” ☺️
    L’ho sempre preso come un complimento! 😉
    Buona mattinata 🌼

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  4. Ciao Eletta, bella riflessione. Si e’ vero il discorso sulla superficialita’ dei rapporti, che spesso si esprime attraverso la totale mancanza di dialogo, che parte con l’assenza di una benche’ minima possibilita’ di domande, mirate, calibrate, pensate, ponderate. Io spesso mi trovo in difficolta’ nel caso di doverle fare, ma credo sia un mio problema. La paura di toccare dei punti che non devo. Allo stesso tempo, come scritto dalla blogger Irene, vi e’ la stessa superficialita’ delle persone che sono invasive e gia’ nei primi incontri ti sommergono ed invadono con domande personali. Per quanto mi riguarda, le domande personali, sono accette, solo dopo che ci si e’ reciprocamente intesi in termini di affinita’, empatia, sensazioni.. tutto cio’ che viaggia a livello non verbale. Spero di essermi spiegato senza incartarmi.

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