Scrittori

Immagine fotografica di Eletta

Se un libro non mi piace non mi piace: non c’è niente da fare. Al limite posso dargli un’altra possibilità, riprenderlo un attimo in mano e provare a riprendere la lettura da dove l’avevo interrotta. Difficilmente proseguo per più di dieci pagine.

È il caso di Tony & Susan di Austin Wright – Adelphi. L’ho ripreso perché era in alto nella colonna. Nulla ricordavo della storia. Eppure c’erano dei segni e delle note a margine con penna nera: mie. Quindi lo avevo letto in parte. Ho rovesciato il corpo e ho trovato nell’ultima pagina bianca la mia annotazione: non mi piace.

Non starò a tediarvi con i motivi per cui a me non è piaciuto perché la lettura – e il suo piacere – è estremamente soggettivo. Riporto, invece, questa riflessione sul tema degli scrittori che trovo molto divertente e vera:

” Certi scrittori visti di persona sono più simpatici dei loro libri ( cioè ti piacciono umanamente ma non ti piace quello che scrivono ), altri sono antipatici, egoisti e scostanti, anche se i loro libri sono invitanti, intelligenti, pieni di luce”.

8 Comments

  1. Di solito concedo 20 pagine. Se entro questo margine il libro non riesce a catturarmi lo accantono senza rimpianti. Ritendo masochistico, oltre che un’inutile perdita di tempo, leggere un libro che non mi piace. Però mi è capitato di riprendere in mano libri accantonati dopo molto tempo e cambiare radicalmente opinione su di essi. A volte, è solo quesione di tempi sbagliati. A volte. 🙂

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