Basta davvero

Immagine grafica di Eletta

Normalmente non guardo Sanremo. La notizia l’ho appresa guardando Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber ieri sera e leggendo i quotidiani online stamattina.

Le donne che faranno da “estetico contorno” al conduttore sono state presentate: ovviamente tutte belle. Ma la frase che ha fatto scalpore è quella riferita alla fidanzata di Valentino Rossi e che riporto testualmente:

“stata scelta da me perché vedevo… intanto la bellezza, ma la capacità di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro malgrado la sua giovane età”.

Stare un passo indietro? Vicino a un grande uomo?

Poi, Amadeus, ha chiarito che è stato mal frainteso. Ma a me sembra davvero fin troppo chiaro il concetto:

primo- una donna è bella per essere scelta e comparire sul palco

due- la fidanzata, oltre a essere bella, è anche brava perché sa stare al suo posto: qual è il suo posto? Stare un passo indietro al suo grande uomo.

tre – ha imparato a stare un passo indietro pur essendo giovane: quindi ha già imparato la lezione.

Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Questo recita un modo di dire e un libro. Come testimoniano anche molti film usciti negli ultimi decenni: molti grandi uomini non avrebbero fatto quello che hanno fatto senza la compagna o moglie vicina ( che spesso ha lavorato per il successo dell’uomo quanto lui, lasciando poi a lui le luci del successo. Logicamente non è il caso di Valentino Rossi che è bravo di suo, ma per esempio del film su Hitchcock e del film THE WIFE – VIVERE NELL’OMBRA o Big Eyes ).

Ho scritto in alcuni articoli che “stavo dietro muta come una donna araba dietro l’emiro”.

Qui siamo in Italia. La rivoluzione culturale è stata avviata da anni rispetto alla parità di genere e al sessismo. Che all’alba del duemilaventi venga ancora detta una sciocchezza sessista simile: fa rabbrividire.

A me personalmente non interessa molto delle fanciulle che salgono sul palco di Sanremo. Non vedo il festival. Ho smesso di vedere Striscia la notizia per l’uso delle “veline scosciate” da anni. Non mi piace l’uso perverso dell’esibizione del corpo femminile nelle trasmissioni.

Mi piace la femminilità con abiti tacchi e rossetto rosso. Ma non l’uso malato del corpo femminile ridotto a stereotipo osceno. Non mi piace pensare la donna come corpo da esibire. Non mi piace che persone vengano scelte solo per la bellezza.

Non mi piace quello che passa attraverso i media quotidianamente. La strada per una vera rivoluzione culturale è molto lunga. Ma è davvero ora di imboccarla anche soppesando ogni dichiarazione pubblica o privata, anche provando a modificare radicalmente il proprio modo di pensare alle persone di sesso femminile. Non siamo “contorni” da mettere sul piatto dove troneggia un vistoso pollo.