Adoro le vecchie botteghe

Adoro le vecchie botteghe con la donnina dal camice azzurrino. E i gesti lenti, quasi sonnolenti, con cui incarta l’etto di prosciutto con pieghe accurate come fosse un origami.

Ho imparato tardi ad adorare le vecchie botteghe con gli scaffali di legno e la poca merce disposta con cura: tre barattoli e tre pacchetti, tre flaconi e tre scatole. All’inizio era la fretta che mi teneva nei ritmi ossessivi del fare veloce. Fare tutto velocemente.

Anche la spesa. E quindi non capivo i gesti lenti di Anna dalle gote rosee come una olandesina che con voce leggera mi chiedeva: Cosa vuole? E non capivo il tempo lento di ogni gesto preciso e accurato, quasi meditativo. Scalpitavo. E sbuffavo.

Anna e suo fratello, ci ho messo anni a capire che non erano marito e moglie, hanno chiuso il negozietto da diversi anni. E a me, che ora detesto i supermercati, sono così tanto mancati.

Ho ritrovato lo stesso stile tempo lentezza accuratezza quasi ipnotica in un paesino a metà valle. La donnina porta un camice azzurrino e ha le stesse mani di cera nell’involtolare l’affettato. Si sta dinnanzi al banco con lieta mestizia. Il tempo batte un altro suono. Va lento lento lento. L’orologio è fermo.

22 Comments

  1. È importante che abbiamo imparato ad apprezzare le piccole cose come le botteghe. Anche nome “bottega” dà calore solo a sentirlo. E poi lo sappiamo, possiamo troppo ma…tempo fa scoltai una considerazione: spesso ci creiamo esigenze che in realtà sono superflue. E questo, anche se non ce ne accorgiamo ci fa correre, sbuffare dibfrontr alle persone che, anche non dicendocelo, magari rimangono male.

    La scelta di vita che hai fatto ti ha portato a questo 🙂

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  2. Eh la lentezza è grande dote, in tutto, ti permette di avere cura delle cose e di viverle appieno…anche nell’amore è così. Bellissime poi le vecchie botteghe e anche i negozietti antichi, magari anche di antiquariato 🙂

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  3. A me piacciono soprattutto quelle botteghe che sembrano di rigattiere, che ci trovi dentro di tutto, magari un po affastellato, che hanno ancora cose di trenta, quarant’anni fa. Da noi ce ne sono due che frequento spesso: una è una merceria, piccola, stracarica, ci vado per un bottone e poi resto incantata davanti a pizzi e nastri e filati e perline e scopro cose demodé che mi fanno venire nuove idee. L’altro è una specie di magazzino con chiodi, vernici, cornici, giocattoli, vasellame, pentolame, strumenti vari, ferramenta e un sacco di cose che a volte non so nemmeno a che cosa servano. Giro fra gli scaffali, frugo…a volte entro solo perché ho voglia di passare un’ora a cercare qualcosa che non mi serve.

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