La testa nel piatto

Per chi mette la testa nel piatto e ingurgita il cibo senza neppure sentirne il profumo o gustarne il colore, può sembrare assurdo questo esercizio che viene fatto da Kabat Zinn nella sua clinica per la riduzione dello stress, e che ora riporto in modo che, se non lo avete mai fatto potete provarci.

Tutti noi facciamo l’esperienza del mangiare, ma di solito mangiamo in modo inconsapevole. Nel MBSR, iniziamo con il mangiare un chicco d’uvetta molto, molto consapevolmente. Ci possiamo impiegare dieci minuti, prima lo annusiamo, lo esaminiamo visivamente, lo sentiamo nella mano, poi lo assaggiamo e sentiamo la saliva nella bocca e il suo sapore, in questo modo coltiviamo la consapevolezza di un oggetto che ci è molto familiare, ma con il quale non siamo di solito molto in intimità”.

Naturalmente l’esperienza ha senso perché acuisce tutto il panorama sensoriale ed è estensibile a qualsiasi altra esperienza. Dall’accarezzare una donna o un gatto, al sentire il vento sulla pelle al fare una passeggiata meditativa.

Lo avete già provato?

13 pensieri su “La testa nel piatto

      1. Esatto! 🙂 Anche se in effetti col cibo non particolarmente (un po’ sì, ma perché sono anche schizzinosa xD) ma in generale tendo a soffermarmi sulle sensazioni… e più che altro ci provo, per distogliermi dalla mente iperattiva °_° buona domenica a te! :*

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