Dono


L’orco ieri mi ha regalato un bellissimo bracciale d’oro.
Ho cercato un libro di Umberto Galimberti in cui c’era un interessante analisi del simbolo/dono. Non l’ho trovato, sarà nell’altra casa in valle dove albergano molti miei libri in attesa di salire in montagna.

Il senso di un dono non sta nel reale oggettivo valore, ma nel simbolo sotteso.

Partiamo dal presupposto che c’è una bella differenza tra un bracciale d’oro e uno di bigiotteria, in termini non solo di costo, ma anche di scelta e impegno.

Il dono è oblativo.

Scegliere di spendere denaro per una persona significa che quella persona vale.

So che sembra tutto abbastanza lapalissiano.

E…hai scoperto l’acqua calda?

Vediamo di chiarire meglio la mia posizione.

In cassaforte ho un mucchio di gioielli che non indosso mai. Non ho quindi bisogno di altro. Così come non ho bisogno di fare shopping. Ho tutto quello che mi serve, in abbondanza.

È quindi il gesto che ieri mi ha davvero fatto piacere: il fatto che l’orco si sia mosso per cercare/trovare un oggetto che desideravo in base a una affermazione fatta: adoro avere il braccio sinistro pieno di bracciali tintinnanti.

Sono anni che non metto più orecchini.
– Con quei cerchi d’oro Eletta cattura gli uomini.
Mi aveva detto la psicologa al castello.
Ora non più.

Invece al braccio questi cerchi tintinnanti di luce e suono mi piacciono.

Purtroppo proprio per l’uso continuo uno dopo l’altro i miei bracciali si sono rotti.

Ora sono ad aggiustare.
Sul mio braccio sinistro ieri porre questo nuovo bracciale mi ha dato davvero gioia.

Poi arriveranno i fratelli aggiustati a fare una allegra zona di vicinanza per formare una fascia luminosa.

Non è poi diverso dal comportamento delle donne giraffa, dalle Nefertiti piene di lapislazzuli, da chi ama riempirsi di tatuaggi. Da sempre l’ornamento fa parte del nostro stile e appartenenza culturale.

14 Comments

  1. Bello un regalo riuscito. Sorrido perché mi trovo perfettamente sulle tue considerazioni del dono. La prima che il dono deve essere inutile, cioè deve essere un nuovo gioiello, unico nella foggia ma non oggetto utile o indispensabile, un dono che arreca piacere. La seconda considerazione è che il regalo comporta la scelta, chi dona non spende solo denaro ma anche tempo ed immaginazione nella ricerca di qualcosa che dovrà piacere a chi lo indosserà ed a lui che lo regala. Il dono è una scommessa che viene ripagata dal sorriso sorpreso di chi aprirà il parchetto quando la scommessa è vinta. 🙂

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  2. Più che ornamento, io considero il gioiello un segno distintivo.. cosa porti? Come lo porti? E’ l’immagine di te che dipingi per il mondo… ad esempio io non sopporto i bracciali, pensa, mentre non riesco ad uscire di casa senza orecchini!

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