L’editore 

( Immagine grafica dell’autrice )

Avevo messo una gonna nera, leggera, aderente, un poco trasparente. Ero seduta con il mio cane mastino da guardia: lui teneva il collare intorno al mio collo. Ero seduta tra altre duecento trecento persone nella sala dai muri di pietra. L’editore si è materializzato così, d’improvviso, e aveva braccia aperte e mano stesa a salutare me.

– Non ci siamo già visti, conosciuti ( non ti ho già baciata, presa, filata, cardata? ).

Io non l’avevo mai visto ma lui aveva deciso che c’era già un legame.

Per questo me lo trovavo, silenzioso come un gatto, alle spalle: ovunque.

Entrava e usciva continuamente dallo spazio con traiettorie fulminee che lasciavano impronte porporine.

Il mio cane mastino continuava a tenermi il collare, faceva in modo che non pascolassi mai da sola: nel parco, al bordo della piscina, o sull’ampia terrazza che dava sulle colline pettinate a vigneti.

Era un periodo fiabesco. Io ero la bella principessa e, spesso, si aprivano tornei. Vivevo al castello.
Avevo le gambe al sole, gambe velate di nero che sortivano dall’anfibio e terminavano all’orlo ondulato della gonna stretta. Probabilmente al sole si vedeva anche la parte coperta delle cosce.

Non me ne è mai importato molto: di quel che si vede o non si vede. La mia faccia era tutto, più del mio snello corpo da Giovanna d’Arco.

Di quel primo incontro con l’editore ricordo il fluire ectoplasmatico e misterioso del suo apparire e scomparire dai luoghi. Il peso del suo sguardo sulle spalle, sulla nuca. La presenza costante del suo stanarmi. Osservarmi. Curarmi. Cercarmi. Tenermi. Volermi.

( Vorrei ricordare che, a parte le 82 donne in marcia per la parità di genere a Cannes, il fenomeno non è relativo solo all’ambito cinematografico ma anche al campo editoriale: almeno così è stato per me )

18 Comments

      1. Ah, scusa ma non avevo capito. Come già ampiamente discusso di questi tempi la galanteria maschile fa piacere a qualsiasi donna, indipendentemente dall’anagrafe, mentre l’assillo e assedio no.
        Buon pomeriggio cara 😀🌼

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  1. Mi sa che, essendo proprio di molti uomini (non tutti per fortuna) e donne (spesso penso che certe donne siano le prime maschiliste, assecondando certe cose, sposando maschilisti e crescendo male figli maschi), questo fenomeno può esserci ovunque!
    Scritto molto bene, bello anche il disegno!! 👌🔝😊

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  2. forse ho frainteso, ma mi sembra che questa donna, pur presa tra due fuochi, il cane e l’editore, un po’ si compiaccia della situazione. e forse scambierebbe il cane per l’editore, sempre che non io abbia frainteso anche il ruolo del cane/padrone 🙂
    ml

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    1. È sempre un gioco sedurre. Nella storiella l’editore era un po’ troppo sopra le righe. È sempre una questione di misura: per chi seduce e chi viene sedotto. Nella vita è sempre una questione di misura.
      Quindi le tue letture possono essere entrambe accettate nei possibili.
      Ti saluto di là caro 🌸

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