Mignotte

Riflettevo sul monologo recitato dalla Cortellesi alla serata dei David, un interessante testo linguistico di Bartezzaghi sull’uso e il senso – doppio senso al maschile e al femminile – di alcune frasi, modi di dire, sostantivi come “zoccolo” o ” zoccola “, gatto morto o gatta morta, uomo disponibile e donna disponibile. Il linguaggio segna, denota, evidenzia una sostanziale differenza nella considerazione della persona-uomo e della persona-donna.

Ma quanta strada c’è da fare? Non solo nel parlato, ma anche e soprattutto nell’agito. Non siamo forse rimasti ancora ancorati, tanto per rimanere in tema con Bartezzaghi noto enigmista, con le barzellette della Settimana Enigmista con i ruoli stereotipati della donna moglie brutta astiosa e noiosa e dell’uomo marito sdraiato sul divano con le bottiglie di birra accanto attirato dalle formose donne giovani che passano col tacco dodici: segretarie infermiere e passeggiatrici ( nel senso di donne che passeggiano per strada )?

Dopo aver visto il monologo della Cortellesi, ripreso in Blob, ho anche visto – nella medesima intelligente striscia di Rai Tre – pezzi di trasmissioni che, per mia somma fortuna, mi ero persa ultimamente: da molti anni per tassativa scelta non vedo più diversi canali. Ho scelto di non vederli più proprio perché non mi piaceva l’uso che veniva fatto del corpo femminile, la sua esposizione mercificazione utilizzo. Quando decido decido. Così ieri sera dopo aver visto il patchwork televisivo di Blob ho esclamato: – Ma quanta spazzatura mi evito con la mia scelta.

Poi la sera ho visto su Rai Movie un film di Albanese e il Cettolaqualunque voleva un ” troione ” e diventava matto perché le due “amichette ” non riuscivano a tirarlo su ( non di morale ). Naturalmente Albanese fa satira di un certo tipo di uomo. Molto più diffuso di quanto si possa pensare.

Insomma, gira e rigira, dalle barzellette alle trasmissioni televisive ai film alla pubblicità la donna fa fatica a essere considerata al di là delle cosce culo tette e, ultimamente, labbra rifatte.

Leggevo mi pare su Venerdì di Repubblica delle nuove donne robot che sostituiranno presto le bambole sessuali. Androidi in grado di soddisfare tutti i bisogni maschili. Ecco. Forse per molti uomini questa sarà la vera soluzione.

21 Comments

  1. Cara Eletta, io che sono una che “ha fatto il ’68”, da un lato esulto per gli enormi progressi fatti dalle donne in certe situazioni, ma mi avvilisco e penso a quanto, quanto lavoro c’è ancora da fare prima di superare tutti questi ostacoli.

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    1. Infatti: se ci pensiamo fino a pochi anni fa in Italia neppure avevamo il diritto al voto. Di strada ne abbiamo fatta. Ma a livello culturale c’è ancora un percorso continuo per pulire certe incrostazioni svilenti.
      Buona giornata cara Paola

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  2. Già, se una donna ha “avuto” parecchi uomini viene considerata una puttana. Se un uomo ha avuto molte donne è un latin-lover, un dongiovanni.
    Il tradimento maschile è considerato un peccato veniale, quello femminile una tragedia.
    L’uomo lavora fuori casa e mantiene la famiglia, la donna lavora fuori casa, in casa, giorno e notte e il marito è convinto di mantenerla.

    Per fortuna non sono tutti così, uomini e donne. Ma ce n’è ancora tanta di strada da fare, soprattutto da noi donne, da quelle donne che allevano i figli maschi in modo diverso dalle figlie femmine.

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    1. Anche io sono convinta che molto lavoro deve essere fatto in primis dalle stesse donne.
      Grazie del tuo bel contributo. C’è veramente bisogno di condividere parlare comunicare e cambiare punti di vista, linguaggio, giudizio e comportamento.
      Buona serata

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    2. Mio figlio é sulla buona strada. Mi aiuta in casa, tiene in ordine la sua stanza, appena alzato si rifà il letto, lava i piatti e sa usare la lavatrice. (Suo padre non sa neanche accendere il forno!). E sì che il ragazzo, con disturbo pervasivio di sviluppo (autismo, per capirci) s’è fatto 11 anni di psicoterapia e farmaci e amore e lacrime. Ma adesso (30 anni) è salvo. Ed è un ragazzo d’oro. Ecco. Dipende da come li cresciamo questi futuri uomini. Per quelli già cresciuti si sa: o si va avanti o si regredisce. Fermi non si sta. Ecco. Ho detto.

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  3. Albanese è doppio, incarna i due aspetti d’uomo che descrivi, quello cinico, volgare, antifemminista che ha il suo prototipo in Cettolaqualunque. E l’altro, il riflessivo, aperto, solidale e sognatore di numerosi suoi film ( un uomo d’acqua dolce, per esempio) in cui tocca vette di poesia e dolce utopia.
    ml

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    1. Proprio così. Albanese è intelligente e davvero simpatico. Non sempre, purtroppo, trovo ben fatta la regia di alcuni suoi film. Peccato perché le caratterizzazioni e i temi sono ben costruiti.
      Buona serata
      🐤🐥🐥

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