Passo d’antilope

Piroettó tra le calligrafiche pagine. Il tacito inserviente le asciugava i fogli. L’ombra delle parole ricompariva simmetrica e rovesciata come nello specchio leonardesco. Otteneva il negativo e il positivo della scrittura. Dava gli innocenti segreti in pasto agli occhi. Non indulgeva nello scegliere la fulgida gemma, pescando nel fondo oscuro del calamaio i termini lucenti. Stava bene nell’ultimo barlume della sera. Che altri usassero cesoie per sfoltire. Lei aveva un passo d’antilope.

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