Le parole girano 

Le parole girano nel fuoco e nella brina, allo stesso modo gelide e infocate. Sotto la superficie, acquatiche, limacciose e paludose, tra tinche e carpe. E alte, brillanti, eteree nel cielo terso. Le parole mulinano ronzando nella mente come trasparenti libellule cobalto. Lui mi parlava nel sonno, mi parlava con voce così suadente. S’é rotto il guscio all’arrivo dell’alba. Crepitio che trattengo tra le dita. Gli idioti del domani non s’affacciano al balcone onirico: non do spazio. Per le tensioni nevrotiche non ho tempo. 

Troppo evanescente l’ombra che proietto. Impossibile calpestare la veste. Tutto un problema di proiezioni sul muro fantasmatico. Nella saletta privata ciascuno vede i film che vuole. 

Gelosia invidia rancore vacuità e ansia sono i demoni proiettati fuori di sè. La macchina gira con una lagna stridente e inceppata. Sarebbe opportuno mettere uno specchio e, ogni tanto, dare un’occhiata spietata al proprio sè. Aggiustare le parti rotte penzolanti poco oliate. 

12 pensieri su “Le parole girano 

  1. la correttezza e l’efficacia delle parole qui la trovo nell’oculata scelta dei pesci. Le tinche e le carpe che si occultano nei fondali fangosi danno l’idea delle parole quando le nascondiamo sotto la sabbia.
    ml

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  2. “Nella saletta privata ciascuno vede i film che vuole.” o che la vita gli ha imposto! Perché secondo me non c’è possibilità di scegliere se non nella piccola serie di possibilità offerte. Anche chi crede di essere libero non ha fatto che imboccare l’unica strada possibile.

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    1. A volte quella sbagliata, di strada, comunque – a mio parere – sempre necessaria per il processo di individuazione. Lungo faticoso ma anche importante. Così è per me. La distanza serve a capire cosa c’è da capire, dopo.
      Grazie
      Eletta

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