Giovedì 20 maggio

Arrivo ospedale prericovero 7,45.

Ore 8,17 già fatto esami del sangue

Elettrocardiogramma 1 minuto

Raggi torace

Ora sono in una sala d’attesa con altre sei persone

Sono a digiuno e mi manca molto il caffè e la biosche e un ginseng: toglietemi tutto, ma non la mia colazione. (Anche l’anestesista la pensa come me).

Oggi verrò operata non ho ancora capito con quale anestesia

Tra poco mi toglieranno il gesso parziale che mi hanno fatto domenica.

Non vedo l’ora che tutto sia finito.

Muri giallo senape pavimento azzurro luci neon fredde. Qui il tempo ha un altra dilatazione e spessore.

Brusio di voci. Gente che arriva gente che va.


Tutto rimandato. Mi hanno aperto la fasciatura e per ora impossibile mettere viti placche perché… Non so perché comunque per il gonfiore pare che il derma non sia a posto. Dovrò tornare lunedì sperando.

Intanto altri giorni con gamba sollevata riposo assoluto.

Non sono più in montagna. Sono ospite in città: casa con ascensore e sedia a rotelle per spostarmi.

Vivere in montagna come ho già scritto è molto bello per l’aria pulita, l’incantevole paesaggio e il clima più fresco. Ma per altre situazioni – come la mia – è davvero una situazione ardua. Non ho voglia di scendere in particolari: ma una casa antica ha anch’essa pregi e difetti.

Comunque: volente o nolente dovrò rinunciare alla mia montagna per uno o due mesi. E accettare di vivere qui.

La parola d’ordine è resilienza.

3 pensieri su “Giovedì 20 maggio

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