Vibrazioni vergate

La cellula energetica

della scrittura

in corsivo

emette vibrazioni.

Alcune lettere hanno

ciglia lunghe e nerissime

– attraversano

il peso fermo del silenzio

nel ricordo che rivive.



Partono code scorpioniche

tagliano la cima delle Y



Sembrano fili elettrici dove stendere

i panni simmetrici

i pianti alfabetici.



Le f

hanno invece code di balena:

quando il mare le copre 

– e si chiude come un coperchio –

sulla scatola dell’abisso blu.

Quando mi nutri

lettera dopo lettera

respiro nel tuo bacio letterario.

19 pensieri su “Vibrazioni vergate

  1. Questa non è una poesia che si limita a usare le lettere.. le restituisce alla loro natura originaria. Le trasforma in organismi vivi, in creature che respirano, ricordano e perfino feriscono. Ho trovato straordinaria l’idea di attribuire un corpo ai segni della scrittura…le Y diventano vette da recidere, le f si trasformano in balene che scompaiono negli abissi, mentre il corsivo smette di essere una scelta tipografica e diventa energia, frequenza, vibrazione.

    Ma ciò che mi ha colpito di più è il finale. Dopo aver attraversato immagini visionarie e quasi cosmiche, tutto si raccoglie in un gesto semplice e potentissimo.. respirare dentro un bacio letterario. È lì che si comprende che, per te, scrivere non è costruire parole, ma abitare una forma d’amore.

    Una poesia rara, capace di far vedere l’alfabeto come se lo incontrassimo per la prima volta. La tua poetica è capace di esaltare ogni senso..sublime.

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      1. Siamo simili in questo. Non hai idea di quante cose scarti anche io.

        Ma stavolta, secondo me, avresti commesso un errore. E sono certo che non sarebbe stata la prima volta.

        Abbiamo entrambi un senso critico molto severo verso ciò che scriviamo. Il problema è che non dovremmo mai metterci nei panni dei lettori di noi stessi…quel giudizio spetta a chi ci legge.

        Quando scriviamo siamo saturi. Abbiamo dentro un accumulo di emozioni, immagini e pensieri che chiedono soltanto di trovare una via d’uscita. In quel momento sentiamo il bisogno di svuotarci, di consegnare tutto alla pagina. Ed è proprio allora che dovremmo trattenerci dal giudicare. Ma trattenere tutto.

        Siamo troppo vicini alle nostre parole per riuscire a vederle con lucidità. Il nostro animo è ancora attraversato da ciò che ha appena scritto, ed è inevitabilmente confuso.

        Quello che ho letto, invece, possiede una bellezza e una profondità che raramente si incontrano. Se lo cestinassi, correresti il rischio di gettare via una parte di te che merita di restare viva. Ogni tanto mi chiedo se riesci a vedere davvero come scrivi.. e anche in questo caso sono certo…che come tutti …non sei in grado di essere lucida.

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  2. Che poesia meravigliosa. Adoro il modo in cui dai vita alle parole e alla scrittura, piene di movimento e sentimento. C’è tanta sensibilità in ogni immagine, come se le parole stesse potessero respirare e provare emozioni. Grazie per aver condiviso una poesia così speciale.

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