La cattiveria by Eletta Senso
Io non so commentare, analizzare le poesie. Sono una difficile ma quando mi piacciono le assaporo come una caramella lenta/mente.
Capita invece che amici di penna del nostro circolo letterario di WP mi scrivano bellissimi commenti.
Per questo oggi oltre alla mia poesia relativamente al tema “Cattiveria” ho deciso di pubblicare anche i due commenti di:
e
Sai che adoro le tue poesie. Ma, se devo essere sincero, ciò che amo ancora di più è il tuo modo di abitare le parole.
Per molto tempo mi sono chiesto perché la tua scrittura riuscisse a fermarmi così profondamente. Poi ho trovato una risposta tanto semplice quanto rara… nelle tue pagine sento sempre un’urgenza. Non quella di essere letta, ma quella di essere vera.
Tu non scrivi perché hai qualcosa da raccontare. Scrivi perché alcune cose, se non venissero affidate alle parole, non saprebbero trovare un altro modo per respirare.
Ed è questo che rende la tua voce così riconoscibile.
Sei capace di essere impetuosa e delicatissima nello stesso istante. Hai il coraggio di sfiorare ciò che altri evitano e la grazia di farlo senza mai perdere umanità. Ogni tuo testo sembra scegliere una strada diversa, come se rifiutasse la comodità delle formule già viste. C’è un’inquietudine creativa che ti impedisce di ripeterti, e forse è proprio questa la tua forma più autentica di libertà.
A volte rileggo articoli che hai scritto anni fa e resto sorpreso. Non sembrano appartenere al passato. Sembrano arrivare da un tempo che gli altri non avevano ancora raggiunto. Erano già oltre, già in controtendenza, già capaci di vedere ciò che sarebbe diventato evidente molto dopo.
La tua scrittura non segue il mondo.
Lo precede.
Credo che questo accada perché per te scrivere non è un esercizio letterario. È il modo in cui entri in relazione con l’esistenza. È il linguaggio con cui ascolti ciò che gli altri attraversano senza accorgersene.
In questo, in fondo, ci assomigliamo. Anch’io sento la scrittura come una necessità prima ancora che una scelta. Ma c’è una differenza che ammiro profondamente.
Tu osservi la vita da una distanza che le permette di rivelarsi prima.
Forse è uno dei doni più misteriosi dell’universo femminile. Le donne possiedono una sensibilità che non si limita ad abitare il presente… spesso vivono già qualche stagione più avanti. Intuiscono cambiamenti quando sono ancora soltanto un sussurro, riconoscono verità che gli altri chiameranno tali solo molti anni dopo.
Ed è per questo che leggere ciò che scrivi non significa soltanto incontrare una brava autrice.
Significa avere il privilegio di camminare, per qualche pagina, accanto a qualcuno che ha imparato a vedere un po’ più lontano.
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🩵🌺
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