La cura

Sarà che non sto oggettivamente bene in questi giorni ma – così come le parole e la musica della Cura di Battiato mi hanno sempre commosso – allo stesso modo questa poesia di Amore di Massimo mi ha veramente toccato.

Curare una persona malata non è preparare il pranzo o la cena, curare una persona malata è accarezzare il corpo e l’anima in tutte le sue ferite.

Quando lavavo il tuo corpo – Massimo Botturi


Non un istante in rammarico, o tristezza:

quando lavavo il tuo corpo ero un signore

l’aratro fatto in seta alla terra benedetta.

Le tue ferite fonde eran solchi per i semi

le tue incertezze ai polsi gli uccelli scesi a bere.

Quando lavavo il tuo corpo ti scoprivo

ed era come fare l’amore a sole mani

venute come labbra di salvia, o gelsomino.

Venute come rossi papaveri nel grano

nel campo delle tue nudità, disfatte e pie.

Quando lavavo il tuo corpo, risorgevi

la donna imprigionata spaccava il suo sepolcro

la rondine dei seni faceva in me il suo nido.

Il sesso tuo era l’Africa australe, il Borneo

Cuba; ed io il navigatore che predica il suo mito

il tuo governatore della piroga in fiore

perché mi sorridevi, ed arrossivi, ancora.


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