
Copierò anch’io le parole.
Snerverò al sole di giugno
il mio stanchissimo cervello.
A quest’ora
si beveva il calice
dopo le strappazzate lenzuola flambé.
Non muoverò di un millimetro
la diagonale delle gambe;
la penombra della divaricazione.
C’è chi fa movimenti obliqui
per togliersi dal falò.
Sposta le lune altrove
stai pure acquattato
nel cono d’ombra.
Fatico sempre a non stanare
chi si rintana.
Apparecchio una frase appuntita
per ottenere la débâcle.
Una poesia bellissima senza dubbio ma non ho capito perché “copiare” ne esce come “colpa”, o “trappola dell’io”. Nessuno “copia”, i poeti si ispirano e rendono omaggio. Le parole sono creature libere, non appartengono a nessuno, chiunque legga molto, le parole, le può nutrire d’altri concetti. Infatti è un peccato pur banale, il copyrigth… Nulla ci appartiene, un artista deve conoscere questo principio altrimenti non è un artista. Ti abbraccio 🙏
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Tra immagini e parole ne esce una splendida poesia.
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Ti ringrazio
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Sera
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Brava!
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Grazie 🩵
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Di nulla! 🩵
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Splendida! 🩵🌺
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Grazie Laura 🩵 buon weekend
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Bellissima.
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Buongiorno Marco e grazie 🩵
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