Miele d’amore

Siamo immersi fin dalla nascita in una melmosa salsa dolce e nauseante sul tema: Amore.

Pubblicità film romanzetti rosa e intrattenimenti televisivi vari ci scodellano zuppe su come conquistare l’anima gemella, come sedurre, quanto è bello amare qualcuno, creme di ogni tipo e di ogni colore sulla felicità raggiunta se si sta con qualcuno, mani tra le mani, lucchetti e cioccolatini e fiocchetti e palloncini. Cuoricini.

Peccato che la realtà dell’amore non sia sempre così.


È cosa tenera l’amore? È duro, rozzo, villano, prepotente, capace di pungere come una spina. 

Da: Romeo e Giulietta Shakespeare


E anche:

E sto cosino piagnucoloso, bendato, orbo, capriccioso, questo vecchio bebè, nano gigante, don Cupido, reggente de’ versi d’amore, signor delle mani al cuore, unto monarca di sospiri e lagne, sire di perdigiorno e malcontenti, temuto principe delle fessurine delle sottane, re delle braghette, unico imperatore e generale in capo de’ trottanti tutori della morale… 

Da: Pene d’amor perdute – Commedia di William Shakespeare

E infine: 

Mai è stato liscio il vero corso dell’amore. 

Da: Sogno d’una notte di mezza estate – Shakespeare


Amare una persona e scegliere di stare insieme non è percorso senza ostacoli. Non è strada semplice, piana, senza dirupi.

Perché amare una persona significa accettare e rispettare il diverso da noi. Con tutti i suoi limiti e virtù.

Amare un altro significa accettare le sue connaturali diversità e rispettarle. Nel frattempo occorre fare un lavoro quotidiano per trovare punti di convergenza, mediazioni ed accordi per stare comunque bene insieme.

L’amore è cieco solo all’inizio del rapporto quando l’altro ci rimanda un’immagine di gradevolezza. Siamo desiderati, cercati, siamo importanti per lui o lei. Tutto splende e il cuore batte.

Poi, nel tempo, se il rapporto regge, si comincia a vedere.

Limiti difetti piccole manie. Cominciano a sorgere aspettative: mi aspetto che lui, lei, mi faccia sentire importante con una sorpresa, un dono, un messaggio. Mi aspetto che si accorga della mia noia, stanchezza, malumore e faccia qualcosa per alleggerirla. Non sempre è così. Non sempre si è in grado di avvertire, vedere, accorgersi.

L’amore va alimentato con gesti quotidiani.

Ogni giorno dovremmo, se amiamo, fare un piccolo gesto per l’altro, non per noi. Un piccolo gesto che un poco ci costi, ma che sia in grado di alimentare il fuoco della passione.

Chi non lo fa, chi non è in grado di muovere un gesto verso l’altro, ogni giorno, contribuisce alla fine del rapporto.

Senza cura un amore muore. Battiato insegna.

9 pensieri su “Miele d’amore

  1. Shakespeare lo sapeva bene, perchè il nostro intimo io è sempre lo stesso. L’amore ha tante declinazioni: per un figlio, inscalfibile, per un compagno, dopo la passione, se lo si vuole far durare, deve per forza diventare “voler bene”., volere il bene dell’altro. Lì si può stare, ma deve essere reciproco

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  2. Quando si ama si devono accettare i compromessi con se stesso, smussando gli angoli e accettando gli spigoli dell’altra/o. In particolare si deve avere rispetto senza imporre la nostra volontà. Viceversa diventa un litigio continuo e finisce male.

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  3. Prendiamo
    il sentiero paludoso
    per arrivare alle nuvole.
    – Kobayashi Issa (1763–1827)
    Nel percorso d’amore è bello anche cadere, imbrattarsi di lacrime e delusioni, se lo si fa insieme, se quando stiamo per impantanarci sappiamo che c’è la mano che ci aiuterà e viceversa.
    Hai ragione Eletta, senza cura l’amore muore. ❤️‍🔥🪭

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